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Internet

La ricerca di Google potrebbe sparire entro 10 anni

Gli utenti attivi sul motore di ricerca stanno diminuendo vistosamente. Colpa dell'esplosione del mobile e della crescente offerta di app

La ricerca di Google rischia di sparire, o quanto meno di diventare poco rilevante: è questa la provocatoria previsione azzardata dal sito di analisi Seeking Alpha che, dopo aver dato una scorsa ai numeri più recenti, pronostica per la ricerca sul web una longevità residua non superiore ai 10-20 anni.

Potrà sembrare una sparata poco plausibile a chi (come me) ogni giorno utilizza Google come porta d’ingresso per il web e compie in media una ventina di ricerche di vario tipo, ma i dati parlano chiaro: negli ultimi due trimestri la percentuale di utenti che dichiara di aver utilizzato nello scorso mese un motore di ricerca è calata dal 90% all’85%.


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– Credits: Google

Cosa significa, che la gente non ha più niente da cercare? No, significa che sempre più utenti trovano quello di cui hanno bisogno senza dover transitare da Google o affini. Colpa delle nuove funzionalità delle piattaforme social, dei sempre più efficienti virtual assistant, ma soprattutto, delle app mobile.

Sono passati quattro anni da quando Chris Anderson espose la sua teoria sul declino del web, preconizzando una progressiva crescita nell’utilizzo delle app a discapito dei tradizionali canali browser, e i prodotti di quella transizione cominciano a essere visibili. Con l’esplosione dell’universo mobile (la diffusione di apparecchi connessi portatili di ogni risma), sempre più utenti accedono ai servizi online bypassando il portone blindato di Google e – per rimanere nella stessa metafora - usando centinaia di piccole botole specializzate (le app).

Questo per Google (e per chi sulla ricerca web ha basato gran parte dei propri introiti) è un problema, considerando che il colosso di Mountain View si è evoluto proprio a partire dalla ricerca web, ma non un problema insormontabile. Del resto, sono quasi dieci anni che Google si sta preparando al peggio, diversificando il raggio della propria offerta e investendo su campi sempre più lontani tra loro.

Perciò, se davvero il mercato della ricerca web è destinato a scomparire, Google ha già pronte in porto diverse barche su cui trasferire il proprio business, basti pensare alle mappe, alle piattaforme online (come YouTube), a progetti rivoluzionari come Google car, all’universo mobile Android, ma soprattutto, a Google Now.

I risultati analizzati da Seeking Alpha avranno sicuramente un effetto sulle strategie di Big G, e probabilmente lo indurranno ad accelerare la monumentale operazione Google Now, che coinvolge le punte di diamante nel campo delle intelligenze artificiali e dell’elaborazione del linguaggio naturale (si pensi a Ray Kurzweil), per fornire agli utenti mobile un’interfaccia che sia in grado di provvedere a ogni loro esigenza senza che questi nemmeno debbano formularla.

Nel frattempo, però, Google continua a innaffiare il proprio orticello web. Giusto in questi giorni, ha cominciato a circolare la notizia secondo cui a breve, Google Search introdurrà un tasto “buy” per consentire agli utenti di fare acquisti senza nemmeno dover uscire dal motore di ricerca.

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