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Bing cambia faccia. Ecco le funzionalità con cui proverà (di nuovo) a insidiare Google

Nuovo logo, ricerca contestualizzata, maggiore integrazione social e disambiguazione facilitata. Sono alcune delle novità che Bing ha introdotto nel restyling con cui spera di rinnovare il guanto di sfida a Google. Ma non si intravedono potenziali killer feature

Nuovo Bing

– Credits: Microsoft

L’obiettivo è sempre lo stesso: contrastare lo strapotere di Google. O quanto meno assurgere allo status di pericoloso rivale, in modo da erodere il primato di Mountain View in ambito search un po’ per volta. Da quando per la prima volta è stato presentato al pubblico, nel maggio del 2009, Bing ha subito diverse trasformazioni, senza tuttavia riuscire a scrollarsi di dosso l’aura di eterno secondo. Basti pensare che gli ultimi dati Comscore assegnano a Google il 67% della quota di mercato, mentre Bing si aggrappa a un minoritario 17,9%.

Ma a Redmond è periodo di grandi pulizie e ricostruzioni. Dopo aver annunciato l’acquisizione di Nokia , e in attesa di lanciare l’atteso Windows 8.1, Microsoft ha deciso di dare una nuova passata di smalto a Bing .

Come prima cosa, finalmente Bing introdurrà funzionalità di contextual search simili a quelle già offerte da Google. La prima di queste funzionalità si chiama Glance, ed è una sorta di combinazione tra le vecchie funzionalità Snapshot (che sfruttava le tue informazioni personali per fornire risultati più rilevanti) e Sidebar (che andava a pescare tra le informazioni della tua rete sociale per fornirti suggerimenti e indicazioni legate ai tuoi contatti). Con Glance, quando digiti nella barra di ricerca una query Bing andrà a raccogliere in una sola colonna le informazioni fattuali riguardanti l’oggetto della ricerca e i contenuti social (che siano status, immagini o recensioni) postati dai tuoi contatti che potrebbero riguardare la ricerca.

La novità più interessante è probabilmente Page Zero. Un po’ come Google consente da tempo, Bing è in grado di auto-completare la query prima ancora che tu finisca di digitare. La vera novità, però, è che Page Zero prova a fornirti fin da subito una serie di informazioni nella speranza di consegnarti il link che cerchi prima ancora che tu possa cliccare il pulsante di ricerca. Qualche esempio: stai facendo una ricerca su Paolo Rossi (comico), prima di lasciarti il tempo di perderti in una marea di risultati, Bing ti chiede di “indirizzare” e disambiguare la ricerca verso uno dei due omonimi (il comico o il calciatore), prima di fornirti l’assortimento di dati fattuali e contestuali tipico di Bing. Oppure: vuoi andare sul sito di una compagnia aerea per fare check-in online, e mentre digiti il nome della compagnia sulla destra ti appaiono una serie di shortcut, tra cui quello per accedere direttamente alla sezione interessata. O ancora: vuoi andare sul sito di una testata giornalistica, ma ti interessa unicamente la sezione Tech, ed ecco che Page Zero ti scodella il link cercato ancor prima che tu possa finire di scrivere New York Times.

Anche Pole Position, la terza novità del nuovo Bing è studiata per anticipare le esigenze dell’utente. Mettiamo che stai cercando di capire che tempo farà sul Lago Maggiore, prima di prenderti quel preziosissimo mezzo venerdì di vacanza: digitando “meteo Lago Maggiore”, Bing sarà in grado di cogliere l’antifona e posizionare in testa ai risultati di ricerca una striscia contenente le informazioni meteo che andavi cercando.

Infine, siccome l’apparenza nel panorama hi-tech è fondamentale, Microsoft ha cavato dal cilindro un nuovo logo per Bing: più essenziale, moderno e in linea con lo stile di Windows 8. Il che non è un caso, considerando che più volte Microsoft ha annunciato di voler rendere Bing parte integrante di tutto il suo ecosistema (Xbox compresa).

Insomma, a Redmond sembrano voler fare sul serio, le novità non mancano, e l’impatto visivo del nuovo Bing potrebbe convincere qualche nuovo utente a dare una chance alla piattaforma rivale di Google. Tuttavia, difficilmente questo potrà bastare a erodere punti percentuali dalla quota di mercato di Google. Per quanto interessanti, funzionalità come Page Zero, Pole Position e Glance non introducono nulla che Google non abbia già esplorato, offerto e fatto digerire al suo serbatoio di utenti. Ci potranno essere alcune differenze, Bing potrà dimostrarsi più efficace per alcuni tipi di ricerca (qualcuno già scommette sulle immagini ), ma per poter scalzare Google, o quanto meno sognare di farlo, ci vuole ben altro.

Ormai da tempo la ricerca di Google non è più uno strumento a sé stante, e ogni mese che passa i cervelloni di Mountain View si inventano nuove soluzioni per integrare ancora più a fondo il loro cavallo di battaglia con un ecosistema di servizi ancora senza pari.

Microsoft sembra intenzionata a sfidare Google sul suo stesso campo, offrendo simili funzionalità sotto un diverso vestito. Ma se non riuscirà a estrarre dal cilindro qualcosa di veramente nuovo e rivoluzionario, difficilmente riuscirà ad agganciare il rivale.

 
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