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Scommettiamo che non finirete di leggere questo articolo?

Una ricerca rivela che raramente gli utenti leggono gli articoli web fino in fondo, la maggior parte arriva a metà strada, tantissimi nemmeno iniziano a scrollare. La cosa curiosa, è che quasi tutti twittano gli articoli che non finiscono

Internet reading

– Credits: sorosh @ Flickr

Concentra quello che devi dire nelle prime tre righe, il resto sciacqualo via come ti pare, tanto non lo legge nessuno.

Ero un giornalista alle primissime armi, avevo lavorato per ore a un articolo che credevo efficace e vibrante di passione, quando lo consegnai al caporedattore però lui lo cestino e mi rimandò alla tastiera snocciolando quello che lui credeva essere un dogma fondamentale del giornalismo: il resto sciacqualo via, tanto non lo legge nessuno.

Ora, un po’ per ripicca un po’ per azzardo, ho superato le tre dogmatiche righe senza ancora rendere esplicito di cosa diavolo intenda parlare questo articolo. In realtà, parla di come quel mio (al tempo odiatissimo) caporedattore avesse ragione, specialmente in materia di giornalismo Web.

Stando a un’interessante ricerca condotta da Charbeat , ben pochi fra quegli utenti che cliccano su un articolo Web finiscono per leggerlo completamente. Il 38% addirittura, lascia la pagina senza nemmeno preoccuparsi di leggere una parola, è bastato leggere il titolo completo per decidere di tornare a tuffarsi nel gorgo del multitasking. Del resto degli utenti, il 5% abbandonerà la pagina senza nemmeno cominciare a scrollare verso il basso (il che per alcuni siti significa non leggere più di qualche riga), un altro 45% passerà a un'altra finestra prima di tagliare il traguardo delle 300 parole lette, mentre la maggior parte dei “lettori” arriverà fino a metà pezzo e poi si lascerà distrarre da una mail, una telefonata o, ancora più probabile, un altro articolo.

Per ottenere questi dati, Chartbeat ha monitorato il comportamento degli utenti che accedevano alle pagine di alcuni siti di informazione, calcolando la percentuale di pagina raggiunta dall’utente prima di chiudere la finestra. Prendendo in considerazioni articoli di diversa lunghezza e contenuto, gli analisti sono riusciti a individuare una regola assai più precisa (e ragionevole) di quella che il mio caporedattore ha tanto cercato (invano) di inculcarmi in testa: più l’articolo è lungo, minore sarà la percentuale di lettori che arriveranno fino alla fine. Considerando un articolo di media lunghezza (più o meno come questo), Chartbeat ha valutato che solo il 25% degli utenti arriva a leggere la frase finale (che, manco a dirlo, sarà imperdibile).

Esistono varie motivazioni per spiegare questo fenomeno: l’assortimento di contenuti con cui veniamo bombardati ogni giorno, la nostra quotidianità sempre più frammentata, la convinzione di poter gestire un multitasking esistenziale che ci porta a suddividere la nostra attenzione in piccoli pacchetti monouso. Il 5% delle persone che abbandonano un articolo senza nemmeno scrollare la pagina di un millimetro, spesso, sono persone che hanno aperto il link in una tab per poi non arrivare mai ad appoggiarci il cursore.

Un dato particolarmente curioso che emerge dallo studio di Chartbeat consiste nel numero di utenti che twittano un articolo senza nemmeno aver finito di leggerlo (in alcuni casi, senza nemmeno averlo letto). Incrociando i dati relativi alle percentuali di utenti che abbandonano una pagina prima di averla scorsa con quelli degli utenti che hanno twittato quella pagina, emerge chiaramente che diversi utenti, convinti di aver trovato un articolo interessante, si preoccupano più di condividere il pezzo con i propri contatti (magari convinti di trarne lustro) che di approfondire la lettura di quell’interessantissimo esemplare di giornalismo.

Ok, siamo quasi arrivati alla fine, e vedo che non sono poi molti quelli che se ne sono andati senza salutare. Chartbeat aveva calcolato che il 75% degli utenti che hanno iniziato a leggere a questo punto dovrebbero essere tornati alla loro partita di Ruzzle (ops, volevo dire: al loro lavoro), e invece secondo me molti di loro sono ancora qua ad aspettare la frase finale. 

Non che non me lo aspettassi. Vi ho provocato, vi ho invitato a scommettere, e voi avete scommesso. Magari non siete di quelli che lasciano a metà un articolo (o un libro), ma forse un problemino con il gioco d’azzardo ce l’avete. Dite di no? Scommettiamo?

 
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