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Netflix, Spotify, Apple Music: con Together Price l'abbonamento si condivide

Il servizio consente di tagliare le spese per i più popolari servizi di streaming e per i software come il pacchetto Office o gli antivirus

I più generosi distribuiscono username e password ad amici e familiari, magari augurandosi che il favore venga ricambiato prima o poi. Altri tengono le credenziali tutte per sé, perché non hanno tempo e voglia di cercare qualcuno con cui dividere le spese o temono l’imbarazzo di dover inseguire un conoscente per riscuotere le quote arretrate.

A risolvere il problema, a far incontrare queste particolarissime domande e offerte, hanno provveduto un gruppo di ragazzi romani. Che, in piena logica sharing economy, hanno fondato «Together Price»: un sito con già qualche decina di migliaia di utenti attivi dove mettere a disposizione il proprio account Netflix, Spotify, Apple Music, Google Play e dintorni o accodarsi a quelli altrui pagando una quota. Una frazione del totale.

Il punto di forza è l’automatismo della piattaforma, tra moduli precompilati che conoscono i prezzi di listino e li distribuiscono per i partecipanti, un sistema interno di rating che misura l’affidabilità dei singoli utenti in base alla quantità di dati che inseriscono per essere riconoscibili (e dunque rintracciabili in caso di problemi), da Facebook al numero di cellulare, fino al loro comportamento descritto dalle recensioni ricevute e così via. Come il vecchio eBay, per intenderci.

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Qualche esempio, pescando da annunci presenti in questo momento: si può avere un mese di Apple Music a 2,50 euro, uno di Spotify o Netflix a 3 euro, risparmiando anche il 75 per cento del prezzo intero. L’adesione alle proposte del sito, a ben vedere parecchio trafficato giacché molte offerte non sono più disponibili, non è automatica: si può scrivere a chi mette a disposizione l'abbonamento e candidarsi. Bisogna essere accettati o fare parte di una crew, una specie di gruppo ristretto di amici fidati. Già, perché la fiducia è la moneta più preziosa in un meccanismo del genere. Sebbene i danni collaterali restino comunque minimi.

Il rinnovo è automatico, ma lo si può sospendere in qualsiasi momento con un clic. La condivisione è legale, anzi alcune piattaforme la incoraggiano esplicitamente. Di fatto non si sta lucrando, non si sta rivendendo nulla, ma adottando un metodo per tagliare le spese. O per avere accesso a più servizi investendo la stessa somma che prima bastava a coprirne uno solo.

Certo, il confine è sottile e presto o tardi qualche big potrebbe protestare perché ha più utenti e meno incassi. Mentre alcuni meccanismi, per esempio Spotify Family, parlano di sei membri in tutto, quello principale e cinque componenti della famiglia, non sconosciuti. Però, andando a leggere i termini e le condizioni, si parla di un più generico «cinque account secondari». Ma si specifica che i titolari devono risiedere nello stesso indirizzo. Un controllo molto arduo da effettuare. Insomma, sulla carta totale via libera.

L’ultima novità di Together Price è l’acquisto condiviso, per ora attivo sui più diffusi antivirus, ma in attesa di essere esteso a programmi popolari come il pacchetto Office e a tutti quelli che prevedono esplicitamente licenze per più persone. Dov’è la differenza? Alla base non c’è qualcuno che ha già un abbonamento e lo mette a disposizione degli altri, né la volontà di partecipare con una quota a una sottoscrizione attiva. L’idea è formare un gruppo per comprare un determinato servizio con altri sconosciuti: non appena si raggiunge la soglia necessaria, il sistema lo acquista e invia a ognuno di loro le credenziali d’accesso.

Di nuovo, vince l’automatismo. Con una trasparenza ancora maggiore perché l’ordine del software va a buon fine solo quando tutti i partecipanti hanno effettivamente pagato. Una procedura a prova di furbetti. Che infatti i fondatori del sito hanno intenzione di estendere anche a viaggi, biglietti, beni fisici e dintorni, ovvero tutte quelle situazioni in cui essere in tanti aiuta a strappare un prezzo più conveniente o produce un risparmio. D’altronde, il motto di Together Price riassume bene la sua filosofia: condividere è il nuovo modo di comprare.

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