Nestpick apertura
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Nestpick trova una stanza a studenti Erasmus e fuori sede

Arriva in Italia il sito per affittare l’alloggio perfetto prima di trasferirsi in un’altra città. Grazie a un sistema che riduce le brutte sorprese

Vi siete convinti. Anzi, quasi convinti. Avete fatto a botte con i vostri dubbi e siete pronti a trasferirvi all’estero o in una grande città. Per lavorare o studiare, magari partecipare al programma Erasmus. E però uno scoglio ancora vi blocca, una paura vi gira intorno come uno squalo vorace: «Dove andrò a vivere?». Vero: ci sono gli alberghi, gli ostelli e altre soluzioni temporanee (non sempre economiche), per cercare un alloggio una volta giunti a destinazione. Una scelta che ha, anche, il prezzo alto del tempo. Ci sono gli annunci on line, tonnellate di annunci, però con l’inghippo di serie: promettono meraviglie, all’atto pratico potrebbero reclamizzare una topaia. Costringendovi a un salto nel vuoto e, delusi, a dover ricominciare daccapo la caccia a un tetto decente.

Nestpick è un sito internet che somma e fonde una serie di esperienze già viste altrove, da Airbnb in giù per capirci, ma le riadatta cucendole su misura a chi ha bisogno di una stanza lontano dal proprio domicilio. Per un tempo più o meno prolungato. Offre 8 mila posti letto in 8 Paesi d’Europa – Italia inclusa: nelle trafficatissime (di studenti) Roma, Bologna e Milano, ecco la novità – a cui si aggiungono in media 500 nuove proprietà ogni settimana. Tutte visitate personalmente dallo staff e dai collaboratori della società che, oltre a scattare foto professionali da ogni angolazione, compilano una scheda accurata su cosa è incluso nell’affitto. Da internet alle tasse, dalla luce, al gas e affini. E poi: se il bagno è a proprio uso esclusivo o condiviso, così come la cucina; quanti sono i coinquilini, se sono uomini oppure donne; che elettrodomestici, mobili e amenità varie sono presenti nell’abitazione.

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Un dettaglio della sede di Nestpick a Berlino – Credits: Nestpick

Una volta trovata la sistemazione di proprio interesse, il «nido» per riprendere il nome dell’azienda (sì, nest vuol dire nido), si invia la caparra al sito per bloccarlo. È solo la metà del processo, perché nessuno è giudice più severo e parziale, a proprio vantaggio s’intende, di se stesso. Dal momento del pagamento si hanno 48 ore di tempo per recarsi di persona all’alloggio e verificare che sia all’altezza delle proprie attese, confermando la locazione. Oppure niente di fatto, amici – anzi, perfetti sconosciuti – come prima. Se l’operazione va a buon fine, Nestpick trattiene una commissione pari al 25 per cento della prima mensilità. Molto meno, è evidente, di quanto richiedano le agenzie tradizionali.

Nestpick trattiene una commissione pari al 25 per cento della prima mensilità. Molto meno di quanto richiedano le agenzie tradizionali

Anche per chi vuole mettere a disposizione la propria dimora la piattaforma offre numerosi vantaggi. Innanzitutto non bisogna scomodarsi a postare un annuncio on line, a toglierlo dal web quando la casa viene affittata e a ripubblicarlo non appena si svuota. Fa tutto il sistema, che lascia agli utenti la possibilità di visualizzare in tempo reale quando la stanza è disponibile e fino a quando. Per settimane o mesi. Il tutto a costo zero, perché la commissione è a carico dell’inquilino.

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Fabian Dudek, il fondatore di Nestpick – Credits: Nestpick

Il proprietario, naturalmente, ha la possibilità di valutare le richieste e decidere se accettarle oppure no. «Con la nostra piattaforma non solo diamo ai circa 3 milioni di giovani ogni anno in Erasmus la possibilità di non trovarsi spaesati e senza punti di riferimento in una nuova e sconosciuta città, ma permettiamo loro di concentrare la propria attenzione su altri fronti, con la certezza di un luogo in cui stare come se fossero casa propria» spiega a Panorama.it Fabian Dudek, il giovanissimo fondatore tedesco di Nestpick.

Con la nostra piattaforma diamo ai circa 3 milioni di giovani ogni anno in Erasmus la possibilità di non trovarsi spaesati in una città sconosciuta

Ha creato la piattaforma nel 2014, poco più che ventenne, per rispondere a un bisogno personale. «Ci proponiamo» aggiunge «di rendere il mercato degli affitti a medio e lungo termine sempre più semplice, sicuro, economico, ma soprattutto digitalizzato. Perché secondo noi la semplificazione non è solo uno strumento del business, ma deve essere proprio la reason why del business del futuro». Che per Nestpick trova in Italia uno snodo cruciale: «Fin dalle prime fasi della progettazione del nostro business plan» conferma Dudek «abbiamo considerato l’Italia come un paese chiave nelle nostre strategie di espansione internazionale, partendo dalla considerazione di quanti studenti stranieri approdano ogni anno nelle sue principali città universitarie, e quanti ragazzi dall’Italia partono ogni anno per vivere nuove esperienze di studio e lavoro in altri paesi d’Europa». Da oggi in poi con uno strumento a disposizione in più per iniziare quest’avventura nel migliore dei modi.

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