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I migliori siti per prenotare una vacanza in barca

Con uno skipper professionista oppure no. Per rilassarsi, divertirsi, fare nuove amicizie. O scoprire le capitali da una prospettiva galleggiante

Quella che prima era una tempestosa caccia al tesoro, per i vacanzieri della generazione Airbnb è diventata una serena abitudine: scovano la casa di uno sconosciuto in un altro Paese o continente, si accordano online per l’affitto, ricevono la conferma del soggiorno subito o quasi. Tutto passa da internet: le opzioni sono sovrabbondanti, immergersi a fondo nell’atmosfera locale una solida alternativa agli hotel. Una dinamica che oggi ha invaso le vacanze in barca, allargando il privilegio di vivere il mare dal mare a chi lo considerava un lusso inabbordabile, da scrutare con gelosia dalla riva.

Tragitti, tariffe di base ed extra, profili dei compagni di viaggio, cataloghi di foto delle cabine da qualsiasi immaginabile prospettiva: ogni dettaglio è trasparente, esplicito, a portata di clic. E il riscontro è alto, i numeri lievitano: «In un giorno registriamo le stesse prenotazioni che nel 2014 arrivavano nell’arco di un mese, nel 2016 gli iscritti sono cresciuti del 100 per cento rispetto al 2015» sintetizza Riccardo Boatti, co-fondatore di Sailsquare, piattaforma che per quest’estate offre un menu di oltre mille itinerari. Con una caratteristica essenziale in comune: gli skipper, di norma, non sono professionisti, ma appassionati del timone che aprono le loro imbarcazioni a chiunque desideri salire a bordo versando una quota. Per recuperare le spese, più che guadagnarci sul serio. Per condividere un’esperienza, più che per improvvisarsi albergatori.

Pur con le ovvie analogie, c’è una differenza sostanziale rispetto ad Airbnb ed epigoni: il proprietario non si limita a consegnare le chiavi e a dare qualche frettoloso consiglio sui migliori locali della zona prima di eclissarsi fino al check-out, salvo guasti imprevisti, vedi il tubo che si rompe o l’acqua che non scalda; rimane con gli ospiti dall’imbarco allo sbarco, li assiste e all’occorrenza li rassicura, accoglie le richieste accettabili, smorza i desideri inverosimili. «Gli skipper» rimarca Boatti «sanno trasmettere il loro entusiasmo anche ai neofiti della vela. Mostrano le spiagge segrete, scortano i passeggeri nel ristorantino di pesce di fiducia. Coltivano e favoriscono uno spirito di comunanza».

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Una barca prenotabile su Antlos – Credits: Antlos.com

Leggere il fenomeno con la lente della socialità è l’unico modo per comprenderlo: «In barca è impossibile non fare amicizia e nascono parecchi amori. È una dimensione autentica, in cui ci spoglia di inutili orpelli» racconta Martina Vanzin. Milanese, 31 anni, un impiego nella moda, è un’habitué di queste piccole crociere assemblate via web. «Non cerco necessariamente il divertimento, c’è altrettanto spazio per il relax» commenta. Perché sui siti si possono impostare filtri per fasce d’età, così una coppia di sessantenni non si ritrova a convivere con un’orda di adolescenti festaioli. O scegliere con quali corollari riempire il tempo a bordo: dalla pittura ad acquarello di struggenti paesaggi costieri allo yoga nella scenografia dell’alba, transitando per scalmanati dj-set davanti al tramonto. A ciascuno secondo i suoi ritmi.

«Siamo nati con lo scopo di dare a chi non ha alcuna competenza nautica la possibilità di assaporare esperienze incredibili in barca» dice Michelangelo Ravagnan, tra i fondatori e ceo di Antlos, sito che concentra le sue proposte nel Mediterraneo. Anche qui gioca un ruolo importante il meccanismo dei feedback, come ormai è prassi sul web: oltre alle lingue parlate dallo skipper e a un suo breve profilo, ecco in evidenza le recensioni e il numero di stelle lasciate dai passeggeri precedenti, che si fanno impliciti garanti della sua serietà o, certo, suggeriscono di virare altrove. Più che sugli itinerari predefiniti, questa piattaforma punta sulla flessibilità: individuata la barca, si avvia una conversazione con il proprietario per personalizzare durata e tappe del giro, coccole di contorno. Una volta stabilito il menu, si salda on line. «Ma siamo qualcosa di molto diverso da un tour operator» precisa Ravagnan: «Dall’inizio s’instaura un dialogo diretto non con noi, ma tra gli ospiti e chi si prenderà cura del loro comfort e della loro sicurezza. Tale feeling è fondamentale. Perciò lo incoraggiamo».

«In barca è impossibile non fare amicizia e nascono parecchi amori. È una dimensione autentica, in cui ci spoglia di inutili orpelli»

Persino la legge avalla e favorisce questi capitani saltuari o stagionali: se la loro attività è inferiore ai 42 giorni, pagheranno sui guadagni un’imposta sostitutiva del 20 per cento. E però l’onda lunga del web coinvolge anche chi del noleggio fa attività a tempo pieno. Uno dei punti di riferimento è Sailogy, con 15 mila proposte per tutte le tasche: «Sembrano tante, eppure negli anni continuiamo a scremare tra le barche per assicurare la massima qualità a chi ci sceglie» spiega Emmanuel Molla, responsabile dello sviluppo del sito. Dove si può prenotare un pacchetto completo di skipper («avviene nel 70 per cento dei casi» dice) o senza, per marinai indipendenti. Dallo scafo essenziale che tende allo spartano, fino allo yacht da paperoni. Punto di forza comune è un servizio di concierge operativo 24 ore su 24, degno di un albergo di lusso: fa trovare limousine o aereo privato nei pressi dello sbarco, provvede a capricci meno esosi. «Se ci chiedono una cassa di champagne in fresco e uova strapazzate ogni mattina, è garantito che ci saranno» assicura Molla.

Ma perché questo boom sta spiegando le vele proprio ora? «Per cominciare, è venuta meno la diffidenza ad anticipare su internet il saldo di una vacanza intera. Inoltre, i nuovi sistemi hanno dato prova di affidabilità» risponde Simone Todeschini, veterano del settore. La sua Water Tribe organizza itinerari in mare e affitta imbarcazioni in tutto il mondo dall’analogico 2001. Oggi si prepara ad adeguarsi ai tempi: «Da settembre» anticipa a Panorama «lanceremo il servizio di prenotazione online per i viaggi del periodo natalizio». Il web si arricchirà dunque di una piattaforma supplementare, con un ingrediente aggiuntivo: «Chi porterà altri amici» spiega Todeschini «otterrà sconti crescenti sul prezzo finale. Per promuovere un itinerario, ognuno potrà utilizzare direttamente il suo account Facebook, Twitter o Instagram». Se la vacanza in barca significa condivisione, è inevitabile ancorarla ai social network.

Gli altri siti

AIRBNB

Sul sito per affittare case altrui, ci sono circa 3 mila annunci di barche in tutto il mondo, con gli stessi comfort e varietà delle proposte su terraferma.

TRIPADVISOR

Anche i tradizionali siti di prenotazioni di hotel, voli e dintorni offrono la possibilità di arricchire la propria vacanza con un’esperienza sull’acqua, meglio se spettacolare e inconsueta. Per esempio, tra le offerte disponibili su Tripadvisor.it, c’è un tour guidato che parte dalla cittadina di Húsavík nel nord dell’Islanda, per avvistare le balene nel loro habitat naturale a bordo di una barca di quercia (da 70 euro a persona).

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Un'escursione in barca prenotabile su TripAdvisor – Credits: Tripadvisor.it

VIZEAT

Relax a parte, in mare si apprezza il buon cibo. Ecco allora che sui siti di social eating, indirizzi dove prenotare pranzi e cene organizzate da gente comune, si trovano proposte di degustazioni in barca. Come quella pubblicata su VizEat: saliti a bordo nel Porto Olimpico di Barcellona, inizia un tour tra le delizie locali, dall’aperitivo alla crema catalana (30 euro a persona).

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