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MazaCoin, un nuovo Bitcoin per l’indipendenza dei nativi americani

Paul Harris è un nativo americano che ha lanciato una versione modificata di Bitcoin. Obiettivo: dare al popolo dei Lakota una moneta per emanciparsi dal governo degli Stati Uniti

Little Big Horn silouhette

– Credits: Jasperdo @ Flickr

Il successo esplosivo di Bitcoin ha prodotto una serie di effetti: innanzitutto ha reso un pelo più comprensibili le opportunità insite nelle valute virtuali, ha reso (momentaneamente?) ricchi una serie di fortunelli che nel 2009 avevano acquistato dei Bitcoin con pochi spiccioli, ma soprattutto, ha fatto sì che una quantità mai vista di cercatori d’oro digitali si lanciasse alla ricerca di monete virtuali.

Alla luce di ciò, non stupisce che negli ultimi mesi siano comparse decine di cloni di Bitcoin, alcuni dei quali mirati a una specifica categoria di utenti o di servizi. Mentre gli utenti di Mt. Gox passano notti insonni in attesa di capire se i loro preziosi (per ora) Bitcoin siano o meno recuperabili, un nativo americano di nome Paul Harris lavora per introdurre nella riserva indiana di cui è originario una nuova criptovaluta chiamata MazaCoin .

Credo che le criptovalute possano diventare il nuovo bufalo” spiega Harris “Un tempo, la nostra sopravvivenza si basava su di esso. Lo usavamo per il cibo, i vestiti, per tutto. Rappresentava la nostra economia. Credo che MazaCoin possa essere sfruttato allo stesso modo.

Dopo aver cercato di istruire i Lakota della riserva indiana di Pine Ridge a “estrarre” Bitcoin, Harris ha deciso di attingere alla sua esperienza di sviluppatore Bitcoin per creare una nuova valuta ideata specificamente per la sua riserva di provenienza. Ha reclutato un crittografo insieme al quale ha implementato l’algoritmo di Bitcoin per creare MazaCoin.

Come i Bitcoin, anche i MazaCoin possono essere comprati e venduti da chiunque, ma una metà delle monete “estratte” dovrà sempre rimanere all’interno della riserva, così da minimizzare il rischio che anche MazaCoin vada incontro alla fluttuazione di valore che rende Bitcoin incredibilmente volatile.

A un solo mese dalla creazione di MazaCoin, Harris ha già grandi progetti per la sua cripto-creatura, progetti che vanno a grattare sulla pleura sensibile della coscienza storica americana. Sostanzialmente: Harris vuole ridare alla sua gente la libertà che è stata loro sottratta ormai da secoli.

Voglio istruire la mia gente e mostrare loro che questo è il traguardo finanziario da raggiungere” dice Harris “Facciamo in modo che debba essere il resto il mondo a inseguire noi. Diventiamo leader di noi stessi e ricostruiamo la nostra economia secondo i nostri principi. Non abbiamo intenzione di chiedere al governo federale se possiamo falro. Mi rifiuto di chiedere a loro il permesso per qualunque cosa abbia intenzione di fare entro i nostri confini. Quando i tuoi figli stanno patendo la fame, è il caso di mettercisi con tutte le forze.

Harris spera di poter fare leva sulla relativa sovranità che, secondo le leggi federali, i nativi possono vantare sul suolo delle proprie riserve. Il Governo Federale però non sembra intenzionato a farsi scavalcare e, mentre in senato c’è chi preme perché Bitcoin e simili vengano messi al bando , l’FBI ha già contattato le autorità Lakota per far notare che, al momento, le criptovalute non possono essere considerate alternative legali al dollaro.

Paul Harris però ha deciso di puntare a un orizzonte molto lontano, e ogni giorno si spende per far sì che i Lakota utilizzino MazaCoin come se davvero fosse la valuta ufficiale della loro nazione. Nella sua testa, questa moneta consentirà ai nativi americani di unire le forze attorno a una valuta comune, così da emanciparsi definitivamente da una nazione e un popolo che non potranno mai sentire propri.

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