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Legitmix, rivoluzione digitale per dj e remix

Presentazione a SXSW per il sito del sampling facile e legale

Legitmix a SXSW; Credit: da www.facebook.com/legitmix

Fondato in Canada nel 2010 e in Beta solo da metà dello scorso anno, per Legitmix è finalmente il momento del lancio vero e proprio, con una sorta di tour promozionale che parte da SXSW per approdare ad altri eventi come Miami Music Week e Winter Music Conference.

Legitmix è una strana bestia: non solo un sito musicale in cui acquistare mp3 (ce ne sono fin troppi) ma insieme un tool per dj e produttori - sia casalinghi che professionali - e un modo per "liberare" dalle strette maglie del copyright un elemento che ormai caratterizza molta parte della produzione musicale da tre decenni a questa parte: il campionamento.

Il sampling - digitalizzazione e riutilizzo di qualsiasi fonte sonora, che spesso si traduce nel "furto" di pezzi e pezzettini di dischi altrui - è una parte importante di interi generi musicali come hip-hop, dance ed elettronica. Ma sono davvero moltissimi gli artisti - anche insospettabili - che nei contesti più disparati hanno talvolta citato lavori altrui.

Se fino alla fine degli anni '80 nella gran parte dei casi su queste cose si chiudeva un occhio, a un certo punto realizzare brani pubblicati commercialmente che facciano utilizzo massiccio di suoni riciclati e allo stesso tempo mettersi in regola con gli aventi diritto è diventato complesso oltre che decisamente oneroso. Le grandi etichette hanno interi uffici dediti a valutare o richiedere questo tipo di autorizzazioni; altri si affidano a legali ed agenzie specializzate. Altri ancora pubblicano senza previa autorizzazione, correndo rischi. Dopotutto per un artista indipendente talvolta è difficile persino entrare in contatto con la persona giusta, figuriamoci ottenere un permesso, magari sborsando un cospicuo anticipo. Negli ultimi anni, poi la pratica di remix e mash-up - anche di ottimo livello - diffusi in rete in posti come SoundCloud e YouTube è dilagata.

Legitmix in uno scenario del genere cerca di sconvolgere le regole: con in tasca il ricco repertorio gestito da Medianet (praticamente il grosso delle uscite sia delle major che degli indipendenti, per un totale di 20 milioni di brani) promette una legalizzazione rapida e quasi a costo zero del sampling di lavori altrui, purché presenti nel catalogo del sito.

Un esempio pratico: Mauri Di - rapper italiano emergente - pochi mesi fa ha realizzato un brano (Digital Classic ) che senza Legitmix sarebbe rimasto tutt'al più una delle tante clip su YouTube , ma difficilmente avrebbe ottenuto una pubblicazione ufficiale; invece, sul sito creato da Omid McDonald il brano è disponibile anche se il prezzo di $2.29: più della metà di tale cifra è relativa al brano dei Jackson 5 citato nel pezzo.

La presenza a SXSW ed altri eventi è dettata anche dal lancio del " Discovery Engine " che dovrebbe attirare il grande pubblico aiutando a scoprire i collegamenti e le citazioni tra brani vecchi e nuovi.

Ci sono luci ed ombre: i puristi del copyright e i più tecnici avranno qualcosa da ridire. Legitmix potrebbe consentire a chiunque di realizzare qualsiasi porcheria, mal registrata e prodotta, usando frammenti sonori di grandi artisti che potrebbero sentirsi diffamati in qualche modo; ancora, qualche dubbio c'è anche sul famigerato algoritmo che consentirebbe di "ricreare" il mix partendo dalle fonti originali e che quindi dovrebbe garantire la legalità dell'operazione: chi acquista in fondo si ritrova una playlist .m3u che contiene le fonti originali in formato mp3 assieme al mix finale del nuovo artista.

Ma per ora, dopo moltissimi brani pubblicati e recensioni positive su siti e testate specializzate, non si hanno notizie di grane legali. Anzi, l'industria discografica sembra gradire quella che in fondo è una vendita abbinata tra l'originale e l'opera derivata: Legitmix è una nuova fonte di entrate, e su questo è decisamente meglio non sputare sopra, di questi tempi.

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