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Kim Dotcom a SXSW: Megabox è in arrivo

Entro 6 mesi l'attesa applicazione musicale di Mega

Una preview di Megabox (Credit: Mega; da twitter.com/kimdotcom)

Ha utilizzato la vetrina del South by Southwest (SXSW) 2013, ma è apparso solo in videocollegamento Skype. Già, perché Kim Dotcom avrebbe qualche problemino ad essere fisicamente presente ad Austin, Texas, senza che qualche zelante funzionario dello stato venga a prenderselo. E lo dice lanciando apertamente una sorta di sfida: "Non sarò mai in una prigione degli Stati Uniti. Posso garantirlo".

Così, l'ex boss di Megaupload e ora di Mega, coglie l'occasione del popolare evento per creare ulteriore attenzione sul famigerato Megabox, servizio musicale che dovrebbe - almeno nelle intenzioni dei suoi creatori - rivoluzionare (ancora?) la distribuzione di musica. Favorendo gli artisti rispetto alle etichette discografiche.

Una prima versione del sito era stata attiva per pochissimi giorni poco prima del clamoroso blitz che aveva portato un anno addietro alla chiusura e al sequestro di Megaupload.

Calmatesi le acque, Kim aveva ricominciato ad alzare i toni già lo scorso autunno, postando un'anteprima video del servizio su YouTube .

Seguita poi qualche settimana fa da un paio di schermate apparse sul suo Twitter , che lasciavano intendere la presenza di alcuni artisti in esclusiva: probabilmente qualcuno dei grandi nomi già apparsi nella clip di "Megaupload Song", come Will.i.am o Snoop Dogg.

Del servizio si sa ancora poco, ma visti i problemi tecnici causati anche dall'affollamento di curiosi allo strombazzato lancio di Mega, una cosa è certa: Kim e soci hanno capito che occorreva più tempo prima di lanciare qualcos'altro, per evitare figuracce.

Oggi, però, Dotcom - che sceglie di apparire stile "Grande Fratello" o "Mago di Oz", sottoforma di un faccione che si staglia su uno sfondo nero - azzarda una data: Megabox dovrebbe arrivare entro sei mesi. Sarà per certi versi simile ad iTunes ma sarà agile e snello. Userà HTML5 e sarà accessibile dal browser invece che da un client esterno. Il musicisti avranno il 90% dei proventi.

E asserisce che Megaupload puntava a un ricco collocamento in borsa, prima dell'arrivo del blitz.

Nel frattempo, Mega.co.nz ha raggiunto i 3 milioni di utenti registrati e da qualche tempo accetta anche Bitcoin come forma di pagamento per le versioni Premium.

Kim è un personaggio come sempre controverso, ma si toglie un sassolino dalle scarpe con una riflessione sull'industria del cinema: "Hollywood ha un modello di business ormai fuori tempo, che non funziona più nell'era di Internet. Internet è immediatezza, giusto? Se andate su Wikipedia e volete fare ricerche su un articolo, lo trovate subito. Non vi dicono di tornare tra tre mesi senza darvi accesso. Se gli studi cinematografici fanno uscire film negli Stati Uniti ma non li rendono disponibili nel resto del mondo per tre o sei mesi, è un incoraggiamento alla pirateria".

Guru tecnologico o pirata, Kim ha attirato molto pubblico anche con una semplice apparizione in video; mentre le vicende giudiziarie che lo riguardano fanno il loro corso, la Rete attende Megabox con curiosità. Possiamo scommetterci che, comunque, lo attendono al varco anche discografici e aventi diritto...

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