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L'attivista Occupy che vorrebbe un mondo governato da Google

Le aziende hi-tech hanno sostituito la politica, l'amministrazione pubblica è in mano a Google ed Eric Schmidt è stato nominato CEO degli Stati Uniti. Ecco la proposta folle (ma nemmeno tanto) di un ex-attivista del movimento Occupy, oggi ingegnere Google

Occupy Google

– Credits: Jamison Wieser @ Flickr

Quella che vi sto per raccontare è la storia di Justine Tunney, una tecno-attivista che dopo essere stata tra i fondatori del movimento Occupy Wall Street, ora ha deciso di trasferire la rivoluzione in Silicon Valley, avanzando una proposta senza precedenti: affidare tutta la burocrazia e l’amministrazione politica del paese alle aziende hi-tech.

Prima di entrare nel vivo della questione, è opportuno fare un passo indietro.

Siamo nel luglio del 2011 quando su AdBusters viene pubblicato un post che introduce un hashtag, #occupywallstreet, fino a quel momento sconosciuto, annunciando una manifestazione che si pone come obiettivo il presidio di Wall Street, simbolo per eccellenza della finanza mondiale. Il post, come l’hashtag, viene ripreso dai blog, rimbalza su Twitter e su Facebook, ma non ha ancora raggiunto lo status di trending quando un’esperta di sicurezza informatica di nome Justine Tunney deposita il dominio OccupyWallSt.org .

È così che comincia il travagliato rapporto tra la Tunney e il movimento. Dopo aver gestito la propaganda del movimento attraverso il sito, la donna a un certo punto viene estromessa dal ruolo di responsabile della comunicazione web, dopo una votazione della New York City General Assembly  (NCYGA). Ma questo non ferma la tecno-attivista che continua a partecipare attivamente al movimento, tenendo vivo il sito (che non è però considerato quello ufficiale del movimento) e facendo di fatto da portavoce delle istanze di OWS.

Nonostante il travagliato rapporto con la NYCGA, Tunney continua a far sentire la propria voce e non si fa problemi a uscire dal coro. Al punto che nel giro di poco tempo, dopo aver dichiarato che lo scopo di OWS non deve essere quello di alzare le tasse ai ricchi ma di sovvertire l’ordine costituito, alcuni cominciano ad additarla come infiltrata dei federali fino ad allontanarla dal movimento.

Arriviamo così ai giorni nostri. Justine Tunney oggi lavora per Google, ma non ha abbandonato le sue ambizioni rivoluzionarie. Lo scorso settembre, la tecno-attivista ha proposto di creare una “milizia non-violenta” attraverso una raccolta fondi su kickstarter; l’idea era quella di avere a disposizione uno squadrone di 100 persone, pagate per apparire quando richiesto a creare manifestazioni di protesta istantanee.

Dopo aver raccolto più fischi che applausi, ora la Tunney si è imbarcata in un’impresa ancora più insolita. Lo scorso 19 marzo, sulla piattaforma che il governo americano ha dedicato alle petizioni di cittadini, Justine Tunney ha lanciato una petizione intitolata “Trasferire ogni autorità amministrativa all’industria hi-tech.

Signor Obama,” si legge nel documento “Nutro verso di lei il più profondo rispetto. L’America è un grande paese e lei ha lavorato duramente per mettere i suoi conti in ordine. Ma temo che stia combattendo una battaglia che non può essere vinta. Il regime di Washington, negli anni, è diventato sempre meno competente. Non è più in grado di affrontare le difficili sfide che ci aspettano. Credo sia arrivato il momento di un cambiamento pacifico.

Il cambiamento pacifico, secondo la Tunney, consisterebbe nell’indire un referendum per proporre tre drastiche riforme:

1- Pensionare tutti gli impiegati governativi.
2- Trasferire l’autorità amministrativa all’industria hi-tech.
3- Eleggere Eric Schmidt CEO d’America.

Ci sarebbe da sbellicarsi di gusto per giorni, e ne avremmo titolo, se solo la signorina Tunney non lavorasse per un’azienda chiamata Google, che negli ultimi tempi sta assumendo un potere e un raggio d’azione che esulano sempre di più da quelli di una semplice azienda.

Nel caso ve lo foste perso, ecco un piccolo riepilogo: Google ha il motore di ricerca più usato del pianeta, Google sa dove andate perché possiede le mappe digitali più utilizzate del pianeta, Google sa quali video guardate, gestisce le vostre email e, insomma, vi conosce meglio di vostra madre. Non bastasse, Google ha l’ecosistema di lavoro più utilizzato del pianeta, sta sviluppando l’intelligenza artificiale più potente della storia, ha creato la prima auto che si guida da sola e in un futuro non troppo lontano sarà il vostro servizio taxi, inoltre ha appena comprato una serie di aziende specializzate in robotica militare, possiede un aeroporto militare, è proprietario del vostro termostato intelligente e fra poco vi piazzerà in soggiorno la sua TV Android.

Insomma, non è lontano il futuro in cui Google avrà davvero la potenza di fuoco necessaria per sostituire le competenze di un governo. Perciò, sentitevi pure liberi di ridere all’idea di Eric Schmidt che gestisce il mondo libero come fosse un’azienda, ma nel tempo libero, così, per esercizio mentale, immaginatevi che tipo di mondo sarebbe se le corporation hi-tech sostituissero la politica. E già che ci siete, cominciate a scegliere da che parte stare. 

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