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Google prepara YouTube come televisione del futuro

Milioni di dati raccontano i programmi preferiti, trend e abitudini degli utenti. È quello che Auditel ha sempre sognato

– Credits: Adam Berry/Getty Images

No non stiamo parlando della Google TV o almeno di quello che poteva essere. Qualunque sia la televisione del futuro di certo si poggerà su tre presupposti fondamentali: contenuti, servizi aggiuntivi ed esperienza utente. Un quarto elemento, che ha a che fare con il produrre profitto è strettamente correlato con i servizi aggiuntivi meglio conosciuti come “dati”. Il punto cruciale è capire come si possono coinvolgere gli utenti. Ci sono aziende, come Apple, che affermano di avere in mente come sconvolgere il mercato però, fino a quando non si vedrà qualcosa di concreto, resta tutto nel campo delle ipotesi e del “vorrei ma non ora”. Un passo in avanti è stato fatto, almeno negli Stati Uniti, da piattaforme come Netflix che hanno rimescolato le carte in tavola offrendo contenuti on-demand ad un pubblico, difficile come quello televisivo, che ha risposto molto bene all'esperimento oramai vecchio di anni, anche grazie all'integrazione con dispositivi personali di ultima generazione come smartphone e tablet.

Una strada che pare voglia perseguire anche Google partendo da YouTube, su cui ha investito molto nel lancio di nuovi canali a pagamento, aumentando la qualità della programmazione per il nuovo pubblico del web. Molti analisti, come quelli di ReadWrite , dicono che è solo questione di tempo prima che il pubblico, anche europeo, si entusiasmi effettivamente del nuovo YouTube, apice almeno per il momento della fruizione simil-televisiva su internet. Così come Nextflix ha segnato il declino dei Blockbuster, Google con YouTube potrebbe dare il colpo definitivo alla televisione classica, almeno di quella odierna. Più i contenuti si spostano sul web più il computer, il notebook, qualsiasi dispositivo in grado di connettersi ad internet diventa centrale nel salotto. Dalle camere da letto e scrivanie sono passati su divani, cucine e soggiorni andando a contaminare un territorio esclusivo della televisione (tubo catodico prima, plasma, LCD e LED poi) fatta di cavi e format consolidati.

Google sta costruendo un impero multimediale ben più ampio di quello di Netflix. AL di fuori di YouTube Big G parte dall'enorme base di utenti di cui possiede dati e informazioni. Dati di navigazione, cronologia, email, documenti e query di ricerca uniti a localizzazione e dettagli di Maps: siamo in un mondo “googlecentrico” e, che ci piaccia o meno, siamo spinti ad utilizzare giornalmente anche solo uno dei servizi di Mountain View. Tra di loro si scambiano dati liberamente e non è detto che all'interno delle diverse piattaforme non ci siano informazioni di valore per arricchire YouTube. In generale i servizi costituiscono un profilo generale piuttosto dettagliato di chi siamo, cosa facciamo, dove andiamo e quello che ci piace. In teoria YouTube ha la capacità di costruire una televisione personale per ognuno di noi e magari lo ha già fatto.

Una televisione alimentata da dati personali è quello che ci aspetta. Per anni società come Auditel hanno sognato di sapere per bene cosa le persone guardano in televisione, a che ora e cosa ne pensano. Ecco che in un batter d’occhio Google ha tutto nelle proprie mani. Nonostante le evidenti implicazioni per la privacy, Big G cambierà l’odierno panorama televisivo mondiale. Questo non vuol dire che diventerà un editore o un canale a sé, ma che potrà gestire e monitorare quello che le persone guarderanno, indirizzandone gusti e preferenze. Una moderna agenda setting, nelle mani di uno solo.

 
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