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Google: un Doodle per gli 800 anni della Magna Charta

Un documento che fu considerato, a posteriori, come il primo riconoscimento universale dei diritti dei cittadini

Doodle

– Credits: Google

Giovanni Senzaterra succedette al Riccardo Cuor di Leone: quando i baroni gli rifiutarono la fedeltà, si vide costretto a concedere la Magna Charta che confermava, in sostanza, i privilegi del clero e dei feudatari, eliminando o diminuendo l'influenza del re. 
La Magna Charta Libertatum è stata interpretata a posteriori come il primo documento fondamentale per il riconoscimento universale dei diritti dei cittadini, sebbene essa vada inscritta nel quadro di una giurisprudenza feudale.

Tra i suoi articoli ricordiamo:

  • il divieto per il sovrano di imporre nuove tasse ai suoi vassalli diretti senza il previo consenso del "commune consilium regni", il consiglio comune del regno, formato da arcivescovi, abati, conti e i maggiori tra i baroni, da convocarsi con un preavviso di almeno quaranta giorni e deliberante a maggioranza dei presenti (articoli 12 e 14)
  • la garanzia, valida per tutti gli uomini di condizione libera, di non poter essere imprigionati senza prima aver sostenuto un regolare processo da parte di una corte di pari, se la norma era incerta o il tribunale non competente, o secondo la "legge del regno" 
  • la proporzionalità della pena rispetto al reato (articolo 20)
  • l'istituzione di una commissione di venticinque baroni, che, nel caso in cui il re avesse infranto i suoi solenni impegni, doveva fargli guerra, chiedendo la partecipazione di tutti i sudditi (articolo 61, in cui si manifesta il futuro principio della legittima resistenza all'oppressione di un governo ingiusto)
  • l'integrità e libertà della Chiesa inglese (articolo 1), precedentemente messa in discussione sia dalla disputa tra Enrico II, padre di Giovanni, e l'arcivescovo di Canterbury  Tommaso Becket sulla giurisdizione regia nelle cause criminali contro gli ecclesiastici, sia dall'iniziale mancato riconoscimento dell'arcivescovo Stephen Langton (tra i maggiori ispiratori della Carta) da parte del re Giovanni.

(Fonte: Wikipedia)

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