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Google cambia la pagina dei risultati, ma il vero obiettivo è eliminarla

A partire da oggi, la pagine risultati presenterà dei pop-up con informazioni sui siti che ospitano i vari risultati. Un passo avanti verso l'integrazione di Knowledge Graph

Google Balls

– Credits: renatotarga @ Flickr

Uno degli obiettivi che Google ha perseguito con più determinazione negli ultimi anni ha a che fare con il suo motore di ricerca, e in particolare con la pagina dei risultati. Se un tempo il percorso: query-pagina risultati-pagina cercata era qualcosa di granitico, inaggirabile. Oggi, a 20 anni dal lancio del primo motore di ricerca , la pagina dei risultati è diventata qualcosa di ingombrante, un passaggio obbligato che va mascherato, reso indolore e se possibile, bypassato.

Oggi, Google ha introdotto una novità che va ad alimentare questa tendenza.

Quando cerchi il risultato di ricerca per te – che si tratti di qualcosa riguardante la Guerra Civile Americana o il mal di schiena – vuoi anche sapere da dove provengono i risultati proposti” si legge nell’annuncio ufficialePer aiutarti a saperne di più sui siti web che trovi nei tuoi risultati di ricerca, a partire da oggi potresti ottenere maggiori informazioni su di essi direttamente sulla pagina dei risultati, quando compi ricerche dal tuo desktop.

Per ora questa novità è visibile agli utenti statunitensi, perché arrivi in Italia bisognerà aspettare. Ad ogni modo, quello che accadrà è che accanto alla solita URL in colore verde, comparirà una scritta in grigio recante il nome della pagina, passandoci sopra con il cursore comparirà un pop-up con le informazioni essenziali sulla pagina o la piattaforma che ospita quel particolare contenuto.

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Naturalmente la funzionalità non sarà disponibile per tutte le pagine web, ma solamente per quelle più conosciute e importanti. Questo, insieme ad alcuni dettagli sulla modalità di presentazione del pop-up hanno generato non poche perplessità nei proprietari di pagine web, alcuni dei quali lamentano il fatto che il pop-up tenda più a dirottare gli utenti su Wikipedia e sulle pagine Google+, piuttosto che sulle pagine ufficiali dei brand.

Ad ogni modo, si tratta di un altro tassello del mosaico noto come Knowledge Graph , con cui Google ambisce a creare un’interconnessione enciclopedica tra i contenuti del web, minimizzando il tempo e la fatica che l’utente deve fare per individuarli e contestualizzarli.

Sostanzialmente, l’obiettivo finale sembra proprio quello di soppiantare del tutto l’inestetica pagina dei risultati e, guardando un po’ più in là verso l’orizzonte di Google Now, perché no, anche l’atto stesso di interrogare un motore di ricerca.

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