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Google Maps, una mappa per amico

Con il restyling delle sue cartine digitali, Google punta a offrire un’esperienza sempre più personalizzata. Chiedendo in cambio un altro pezzo della nostra privacy

– Credits: Google

"Come farebbe un amico che disegna per voi la mappa per raggiungere il suo ristorante preferito evidenziando solo le strade ed i punti di riferimento necessari per arrivarci, così il nuovo Google Maps cambia istantaneamente per evidenziare le informazioni che contano di più per voi".

Con questa semplice ma efficace similitudine Google ha spiegato al mondo cosa c’è di nuovo dietro al rinnovamento operato sul suo popolare sistema cartografico. Perché al di là dell restyling grafico, dell'integrazione con le viste di Google Earth e delle nuove funzioni per il calcolo del traffico e del percorso più rapido, la vera novità presentata da Mountain View in occasione della conferenza con gli sviluppatori sta proprio nel carattere sempre più intimo e utente-centrico delle nuove mappe.

Google insomma ha tirato in ballo l'amicizia per spiegare ciò che ha davvero in mente: costruire non solo le migliori mappe digitali del mondo ma fare in modo che tutto ciò calzi a pennello con le nostre abitudini, le nostre preferenze, insomma la nostra vita. È un tema sul quale BigG sta lavorando da tempo e non solo in campo cartografico. E che ha come sfondo quella grande sfera di cristallo che è Google Now, il sistema che promette di alleggerire i nostri "compiti", anticipando il più possibile i nostri desideri.

Nel nuovo Google Maps tutto ciò si traduce in quella che tutti hanno ormai ribattezzato ricerca personalizzata. Che significa sfruttare i dati dell’utente - comprese le cronologie delle ricerche, i dati provenienti dai social network (Google+), da Google Search e da Gmail - per offrire risultati locali sempre più raffinati e coerenti.

"Più le userete e più sarà facile trovare ciò che state cercando" ci ha tenuto a sottolineare lo staff di Google, quasi a rimarcare il passaggio dal concetto di mappe come commodity al mondo dei cosiddetti assistenti virtuali. Il Google Maps del futuro – anzi ormai si può dire del presente – metterà in risalto i luoghi che frequentiamo di più, quelli segnalati dai nostri amici e la strada migliore per arrivarci. Come dire che una mappa non sarà uguale all’altra.

Tutto piuttosto entusiasmante a parte l’inevitabile rovescio della medaglia rappresentato dalle solite questioni legate alla privacy. Perché è evidente, per avere un’esperienza sempre più personalizzata dovremo essere disposti a fornire a Google un numero sempre maggiore di informazioni personali: dove abitiamo, qual’è il nostro posto di lavoro, quali sono i locali e i ristoranti che ci piacciono di più oltre naturalmente a permettere a Google di incrociare il tutto con le nostre ricerche sugli altri servizi della grande G.

È tutto ciò che Google ci chiede per avere in cambio di un servizio di mappe sempre più fedele e affidabile. In fondo per un amico dovremmo essere disposti a tutto, o no?

 
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