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Gli Stockisti è stato chiuso: cosa succede a chi ha già pagato

La Polizia Postale ha oscurato il sito di e-commerce che proponeva oggetti hi-tech super scontati. Come comportarsi per chi ha comprato

Nella giornata di ieri il famoso sito di e-commerce Gli Stockisti è stato oggetto di sequestro da parte della Polizia Postale.

Il motivo? Un’evasione pari a circa 50 milioni di euro per non aver pagato l’IVA dal 2012 ad oggi. La stessa IVA (quasi sempre al 22%) che il portale stornava dal prezzo degli smartphone più famosi, vendendoli a cifre impossibili persino alle catene della grande distribuzione e ad Amazon.

Il nome Gli Stockisti farebbe pensare, in realtà, a modalità diverse di ottenimento della merce, in stock appunto, quantità talmente elevate da far risparmiare mediatore e acquirente. E invece no, il vantaggio c’era anche sul piccolo pezzo, grazie all’elusione dell’imposta sul valore aggiunto.

Se fino a qualche ora fa il browser continuava a mostrare il sito per via del tempo necessario all’effettiva rimozione dalla memoria di Google, ora https://www.stockisti.com/ è del tutto irraggiungibile. A questo punto i casi concreti per coloro che hanno già finalizzato un acquisto sono due: la merce non è stata spedita oppure è già in viaggio verso la destinazione.

Merce comprata ma non spedita

Come ogni e-commerce che si rispetti, anche Gli Stockisti aveva una sezione per il profilo utente, dalla quale accedere agli ordini e al loro stato di avanzamento. Una volta offline non è più possibile accedere alla pagina e dunque si rimane nel buio più assoluto. Se il supporto online continuava a dare risposte via social anche nel tardo pomeriggio di giovedì 6 luglio, dopo qualche ora alle domande dei clienti non è stato più dato seguito, probabilmente per motivi logistici visto il panico che si è venuto a creare tra questi.

PayPal rimborsa

La soluzione? Chi ha pagato tramite PayPal è tutelato: si può chiedere un rimborso direttamente alla piattaforma entro qualche giorno e conviene farlo adesso, prima che arrivino comunicazioni ufficiali e gli altri decidano in massa di fare lo stesso.

Il codice di tracciamento

C’è sempre la possibilità dell’arrivo imminente di una email (il sito è stato chiuso ma la società continua a operare) con il numero di tracking per tracciare la spedizione. Questo vuol dire che l’oggetto ha passato la fase di lavorazione ed è finalmente disponibile all’invio. Difficilmente con l’accusa di un’evasione del genere, il team si accollerà ulteriori responsabilità per non aver portato a termine gli ordini già processati.

Merce in viaggio

Se invece il tanto agognato codice è già nelle vostre mani da prima del sequestro allora state tranquilli: quello che è in viaggio verrà consegnato sicuramente perché non dipende più dalla piattaforma di commercio elettronico ma dalle operazioni del corriere. In caso di ritardi prendetevela con lui.

Questione garanzia

Molti hanno sollevato dubbi, dopo la chiusura del sito, in merito alla validità della garanzia di smartphone, tablet e tutto lo scibile venduto dal gruppo. La situazione dipende dal tipo di copertura associata al prodotto, Italia o Europa. Nel primo caso si hanno due anni di supporto da parte del produttore. Un iPhone 7 ad esempio potrà essere portato direttamente all’Apple Store o presso i centri autorizzati, così come i dispositivi Samsung, Huawei, LG e così via.

 

Garanzia Europa? Probabile problema

Con la Garanzia Europea le cose potrebbero complicarsi, perché solo il primo anno è coperto dal produttore mentre il secondo dal rivenditore, in questo caso Gli Stockisti. Allo stato attuale non vi è modo di contattare l’assistenza dal portale, l’unica strada percorribile è quella del numero verde, 800 300 314 (solo da rete fissa) o i canali social che, come detto, sono oramai intasati.

Cosa è successo

Giusto per avere un’idea dell’inghippo legale che ha coinvolto Gli Stockisti sintetizziamo quanto riportato nelle ultime ore dalle agenzie stampa.

L’e-commerce fa capo alla STK Europe LTD, società maltese che lo gestisce dal 2012, così come Console Planet, chiuso di conseguenza. La proprietaria ogni anno nominava una società differente come concessionaria esclusiva per l’Italia, probabilmente per rendere complicati i controlli da parte del Fisco e rendere difficile arrivare ai rappresentanti legali di turno.

AGI ha confermato la denuncia di 18 persone, di cui solo 10 fermate: “La Polizia di Stato e l’Ufficio delle Dogane di Roma hanno eseguito 10 delle 18 misure cautelari in carcere (8 risultano in questo momento latitanti), per i reati di associazione a delinquere finalizzata all’evasione fiscale da parte di un’azienda specializzata nella vendita di prodotti tecnologici nel settore dell’E-commerce”.

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