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Come usare la connessione Wi-Fi dell'hotel su più dispositivi pagando una volta sola

Piccoli trucchi per navigare in albergo sullo smartphone, il tablet, la console portatile e il computer senza rovinarsi

– Credits: Thinkstock by Getty Images

Al danno, per consuetudine, spesso si accompagna la tradizionale beffa. A volte, poi, è davvero clamorosa. Capita allora che abbiate prenotato un hotel incrociando chirurgicamente le offerte su decine di siti, rinunciando alla colazione, calcolando al centesimo balzelli e tasse di soggiorno, ma che, giunti alla meta, un infido imprevisto azzoppi o addirittura cancelli il sudatissimo risparmio.

L’orribile grande classico è il Wi-Fi in stanza che non solo si paga una dozzina di euro per 24 ore, ma, infamia ancora più infame, permette di connettersi con dispositivo soltanto. E voi che tra valigia, zaino e tasche avete già estratto computer, tavoletta, smartphone, magari la console portatile del bimbo e la fotocamera wireless, dovete litigarvi un rivolo di banda con tutta la famiglia. Condannarvi a rimanere a secco di dati. O rassegnarvi al salasso, a un conto spropositato al check-out.  

Oppure, piano b nemmeno troppo tortuoso, potete attrezzarvi per tempo. Fregando chi vorrebbe fregarvi con l’addebito di un servizio che dovrebbe essere gratuito in qualsiasi struttura, alla pari della saponetta e dello shampoo in bagno. La strada maestra, se in camera è previsto un cavo Lan a cui collegare il notebook allo stesso prezzo del Wi-Fi (o poco superiore, comunque ne vale la pena), è condividere quella connessione con altri dispositivi. Sia sui MacBook della Apple che sui notebook con il sistema operativo Windows  sono sufficienti pochi semplici passaggi e il gioco è fatto.  

E però l’albergatore non è stupido, per lucrare sugli extra tasserebbe anche l’aria, perciò, a meno di strutture molto vetuste o al contrario ben attrezzate che sposano la filosofia del tutto gratuito, di norma troverete il Wi-Fi. Per spargerlo, moltiplicarlo come avvenne ai biblici pani e pesci, potete acquistare prodotti versatili come il modello Dir-518L di D-Link (foto sotto) e router portatili affini. Sono nati esattamente con lo scopo di diffondere la connessione internet tra più device. Sia che la sorgente sia una rete mobile, in particolare una chiavetta con sim incorporata, opzione poco praticabile se vi trovate all’estero e non avete sottoscritto un piano dati ad hoc, sia se siete collegati a un hotspot pubblico, come in un albergo. Costa meno di 60 euro, quindi con quello che vi fa risparmiare in un viaggio è già ammortizzato e, oltre ad aprire ampie finestre sul web, distribuisce foto, video, filmati a più fonti tramite una app. Ancora, ha una porta Usb a cui è possibile collegare smartphone e tablet per ricaricarli se sono a corto d’energia. Insomma, mai più senza rete e senza autonomia.

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Altra strada, un tantino più tortuosa nella configurazione ma comunque efficace e molto economica, è acquistare un dongle Wi-Fi. Un adattatore, un oggetto piccolo che assomiglia a un tappo per la porta Usb del vostro portatile e che, sulla carta, sarebbe un modem dati senza fili per il computer. Ma voi, starete giustamente pensando, avete già il modem integrato nel vostro notebook. A cosa vi serve, allora? A ridistribuire la rete del modem principale ad altri dispositivi creando una connessione wireless ad hoc a cui tavoletta, telefono e affini si potranno agganciare. Come? Seguendo queste istruzioni per la configurazione su Windows  e poi, come nel caso sopra della opzione con il filo, scegliendo di condividere la connessione principale, quella dell'albergo a cui siete collegati. Risulta molto più semplice di quanto possa apparire sulla carta. Le alternative di vari brand, da Netgear a Tp-Link, non mancano e partono da dieci euro o ancora meno. Per la stessa cifra, in alcuni hotel, non potreste navigare nemmeno per 24 ore. Per giunta, su un dispositivo soltanto.    

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