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Web Radio: come aprirne una

Bastano pochi passi per lanciare un proprio flusso radiofonico e spanderlo per la rete. Tutto legalmente

Credits: Radio Gwendalyn, Flickr

Se state pensando che creare una web radio possa essere un hobby da ragazzini vi sbagliate. Con i giusti strumenti è infatti possibile sviluppare un flusso di notizie e musica da fare invidia alle migliori radio indipendenti e farsi le ossa nel difficile settore radiofonico. Sotto questo punto di vista il web rappresenta quello che negli anni ’70 sono state le radio libere (ricordate il film Radiofreccia di Ligabue?). Oggi chiunque, microfono e cuffie in testa, può trasmettere voce e musica da casa, ufficio e (con le apposite app) anche in mobilità; i social network faranno il resto.

Non a caso anche testate internazionali si sono tuffate nel mondo delle web radio come progetti paralleli e alternativi alla classica rotazione mediatica. Un esempio è il Boston Globe che ha lanciato una propria stazione radio lo scorso anno con podcast, interviste e contenuti che di norma non sarebbe stato possibile trovare altrove. Esistono vari servizi e piattaforme per creare una radio su internet, spesso anche gratuiti con archivi musicali limitati, altri a pagamento offrono un’esperienza maggiore per un motivo molto semplice: vi offrono lo spazio web dove caricare i vostri brani e si fanno carico degli oneri dovuti a produttori, case di produzione e agenzie di settore. In caso contrario, ovvero se si volesse fare tutto da soli comprando un mixer e mettendo su il proprio server, si dovrebbero corrispondere i dovuti compensi a SIAE e SCF (Consorzio Fonografici) che detengono i diritti per testi, audio, produttori del brano e artista.

Lasciando da parte tale ipotesi, che è la più “complessa” ma anche quella che permette una gestione in totale libertà di palinsesti, temi e brani da far ascoltare, ci si può affidare piattaforme specifiche. Tra queste ha preso piede Radionomy dove gli utenti possono creare la propria stazione radio on-line scegliendo tra la libreria di musica e contenuti messi a disposizione dal sito, oppure di caricare la propria musica e voce. Radionomy si prende cura del broadcasting, diritti d'autore, pubblicità e spazio di archiviazione canzoni. Quando il pubblico di una stazione raggiunge certi livelli, Radionomy contatta l’utente per proporli un contratto pubblicitario sugli introiti e ricavi. Ha anche un’app per iOS ed una per Android che si può utilizzare per diffondere i propri contenuti mentre si è in giro (interviste live, manifestazioni, ovviamente nulla coperto da Copyright come concerti dal vivo).

Un’altra buona scelta potrebbe essere Caster.fm . Anche qui basta registrarsi al servizio per avviare una propria web radio e trasmettere in streaming da una pagina web personale nella quale è possibile inserire elementi social e i podcast delle trasmissioni precedenti. Una volta attivato l'account si potrà impostare il server dal quale trasmetterà la radio. Inoltre si può inserire il modulo della web radio in qualsiasi sito web vista la possibilità di copiare il codice embedded della stazione.

L’ultimo suggerimento è affidarsi a Live365 , una rete di oltre 10.000 stazioni radio online.  Le emittenti pagano un canone mensile per l'hosting dei propri file mp3 e l'uso delle infrastrutture di Live365, che comprende le seguenti funzionalità: streaming, caricamento proprio brani, codice per embeddare il lettore web, licenze musicali, monetizzazione. Il canone varia dai 9,95 dollari al mese per un account di base agli 84,95 dollari al mese per le funzioni avanzate. 

 
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