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Cloud: siamo tutti nella… nuvola

C’è ancora un po’ di confusione sul tema, ma il fenomeno cloud è assolutamente inarrestabile

Provate a fare un esperimento. Chiedete a dieci conoscenti se usano il cloud computing: risponderanno affermativamente due, massimo tre persone. Chiedete agli stessi, poi, se usano i vari Facebook, Dropbox, Evernote, Gmail e così via: risponderanno affermativamente quasi tutti. La soluzione del mistero è semplice: tutti usiamo il cloud - gran parte dei nostri dati hanno abbandonato i nostri PC e notebook e dispositivi mobile per essere ospitati online - spesso inconsapevolmente. Non c’è da meravigliarsene, se una ricerca di Citrix negli Usa ha evidenziato che più della metà dei professionisti IT pensa che un temporale possa danneggiare i dati salvati sulla… nuvola.

Non si parla di una tecnologia, bensì di un nuovo modo di concepire l’informatica e utilizzare le infrastrutture. Per noi utenti privati, che abbiamo rottamato i vari Outlook Express e Lotus Notes per Gmail, ma anche per le aziende, che ora hanno la possibilità di decentralizzare software e hardware, programmi e, appunto, infrastrutture. Le risorse, come spazio su server e potenza di calcolo, non sono più disponibili fisicamente in azienda, ma vengono affittate, a prezzi accessibili, quando servono e nella quantità necessaria. In modo scalabile. Basti pensare al modello di Amazon, che qualche anno fa ha avuto l’intuizione di estendere la propria attività dal mercato di origine, il retail, al mercato del cloud computing, con il servizio EC2, mettendo a disposizione del pubblico l’infrastruttura progettata per se stessi. Sulla scia dell’esperienza del big americano, nel mercato sono entrati anche operatori italiani, come per esempio Enter con Enter CLoud Suite.

Ma la rivoluzione del cloud non si limita a software, hardware e servizi. Si tratta di una vera e propria filosofia, che sta rivoluzionando anche il modo stesso di lavorare. Basti pensare al coworking, spazi di lavoro condivisi dove ogni singolo professionista, invece di aprire il proprio studio, divide i costi generali con altri coworker. Cosa c’entra la scalabilità del modello cloud? È possibile affittare anche solo una scrivania per un periodo limitato, anche per pochi giorni, solo quando serve: esattamente come nel caso dell’utilizzo di server e spazio di archiviazione. Lo stesso vale per i fablab e i makerspace: luoghi dove chiunque può partecipare alla rivoluzione dei maker, usando frese, stampanti 3D e laser cutter, con l’assistenza di un operatore e non, ma soprattutto con costi accessibili e pagando solo l’effettivo consumo dei macchinari.

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