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Bitcoin è sempre meno virtuale. Ora ci paghi le rette all'università (di Cipro)

L'Università di Nicosia sarà la prima al mondo ad accettare pagamenti in Bitcoin. La criptovaluta è sempre meno virtuale, ma perché possa diffondersi a livello globale deve prima stabilizzarsi

Bitcoins

– Credits: antanacoins @ Flickr

Fino a due anni fa, tutti la davano per spacciata. Nel novembre 2011 il suo valore era sceso a 2 dollari, e i soliti preconizzatori dell’ultimo minuto si erano affrettati a certificare l’imminente fine della più famosa moneta virtuale.

Fino a un anno fa, si celebrava la sua ripresa come un evento inatteso e spiazzante, stappando bottiglie costose perché aveva sforato il tetto dei 30 dollari.

Oggi, il tortuoso percorso di Bitcoin si snoda ad altitudini assai più elevate, da qualche settimana la moneta virtuale viaggia oltre quota 400 dollari, arrivando a superare l’assicella dei 700. Chi aveva comprato Bitcoin nel 2011 ora festeggia e si bulla pubblicando autoscatti euforici sui social network, nel frattempo si fa più realistica la possibilità che Bitcoin esca dallo steccato virtuale per diventare una valuta a tutti gli effetti. Addirittura, c’è un’università che accetterà Bitcoin per il pagamento delle rette.

La notizia è di queste ore: l’Università di Nicosia, a Cipro, sarà la prima istituzione accademica al mondo ad accettare pagamenti in valuta virtuale, nonché una delle poche ad offrire un master in Digital Currency.

Siamo consci che la valuta digitale rappresenta uno sviluppo tecnico inevitabile, che porterà a una significativa innovazione dell’online commerce, dei sistemi finanziari, dei pagamenti e delle rimesse internazionali e influenzerà lo sviluppo economico globale,spiega Christos Vlachos, CFO dell’Università “Le valute digitali creeranno servizi più efficienti e serviranno come meccanismo per diffondere i servizi finanziari nelle regioni del mondo meno economicamente sviluppate.”

Se sempre più addetti ai lavori inneggiano all’adozione di Bitcoin come valuta senza frontiere ufficiale non è un caso, i Bitcoin offrono una serie di vantaggi : innanzitutto consentono di semplificare le transazioni internazionali, bypassando banche e relative imposte, sono meno suscettibili di inflazione grazie a un sistema di “produzione” di nuove monete rigidamente controllato, inoltre non sono tracciabili.

Ma se una rondine non fa primavera, un’isolata iniziativa adottata in Cipro difficilmente rappresenta l’inizio di una rivoluzione virtuale della finanza. Il fatto che negli ultimi mesi i Bitcoin abbiano registrato una colossale impennata può far contenti gli investitori della prima ora e i suoi creatori, ma rappresenta un problema per chi spera che la moneta raggiunga un equilibrio sufficiente (una fluttuazione inferiore al 25% in un anno) ad essere adottata globalmente. Bisogna inoltre considerare che se da un lato questa esplosione del valore dei Bitcoin ha incendiato l’interesse degli investitori, dall’altro crea problemi per tutti quelli che fino a pochi mesi fa utilizzavano la moneta per comprare articoli in Rete, data l’estrema volatilità del valore della moneta.

 
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