Internet

Bitcoin può renderti ricco a tua insaputa. Ecco come

È successo a un giovane informatico norvegese. Nel 2009 aveva comprato 19 euro in Bitcoin. Oggi si ritrova con un gruzzolo da 640.000. Ma fare soldi con BitCoin è sempre più difficile

Bitcoins Bitcoinss

– Credits: antanacoins @ Flickr

Mettetevi seduti, sto per raccontarvi una storia talmente assurda che penserete l’abbia presa da un film.

Il protagonista si chiama Kristoffer Koch, è uno studente norvegese. Siamo nel 2009, e Kristoffer è alle prese con una tesi sui sistemi di codifica crittografica, passa le giornate appiccicato al computer, ogni tanto si concede qualche pausa e gironzola per la rete in cerca di qualche sito di possibile interesse per la sua tesi. È così che si imbatte in una piccola piattaforma sconosciuta che offre una valuta virtuale per pochi spiccioli. Kristoffer ha un po’ la tendenza a scialacquare i propri soldi in ammennicoli digitali di dubbio valore, così, senza pensarci su troppo, accede al sito e sborsa 150 corone norvegesi per mettere in cassaforte 5.000 Bitcoin. Detta così sembra una cifra importante, in realtà sono poco più di 19 euro.

A questo punto, lo studente si dimentica di questo piccolo “investimento”, finisce la tesi, va avanti con la propria vita, quando qualcosa lo stuzzica continua a indulgere in piccoli acquisti, procurandosi il puntuale rimprovero della sua ragazza. Finché, verso la fine del 2013, si imbatte di nuovo nel nome Bitcoin. In Rete se ne sta parlando molto, un po’ perché la valuta virtuale viene citata negli articoli sulla chiusura di Silk Road , un po’ perché il 2013 è stato l’anno d’oro per Bitcoin; se a gennaio infatti un Bitcoin valeva 6,50 dollari, a metà aprile ha toccato quota 230 dollari.

A questo punto nella testa di Kristoff un tarlo comincia a scavare, finché l’ex-studente non comincia a ricordare. Lui dei Bitcoin li aveva comprati, ma quando? Per capirlo deve accedere alla piattaforma, ma non ricorda la password. Ci impiega un po’ a risalire al codice esatto, ma alla fine riesce a entrare nell’account che ha aperto cinque anni fa per caso. Lì, ad aspettarlo, ci sono ancora i 5.000 Bitcoin che ha acquistato nel 2009. Solo che ora valgono qualcosa come 642.000 euro. Superato lo shock, dopo aver dribblato un paio di infarti, Kristoff decide di incassare un quinto del suo tesoretto e ne approfitta per comprarsi un appartamento nel quartiere più esclusivo di Oslo. Nel giro di poche ore, la sua storia fa il giro della Rete, e il giovane informatico norvegese diventa famoso da un giorno all’altro come il fortunello che è diventato ricco a sua insaputa.

Ehi, voi là dietro, vi vedo che armeggiate con i cellulari in cerca di informazioni su Bitcoin. Fatevi una doccia fredda, chi volesse provare a diventare ricco con Bitcoin oggi non avrebbe vita altrettanto facile. Un ricavo (o una botta di fortuna, se preferite) simile a quello ottenuto da Koch non sarebbe più replicabile, non nelle stesse proporzioni almeno.

I Bitcoin , come qualsiasi altra valuta, possono essere utilizzati per acquistare beni e servizi, trasferiti ad altri utenti e, naturalmente, possono guadagnare e perdere valore. A differenza delle altre monete fisiche, tuttavia, i Bitcoin presentano una caratterista piuttosto insolita: possono essere creati (il termine ufficiale è “mined” ossia “estratti”), dagli utenti stessi. Il motivo di ciò ha a che fare con la necessità di rendere sicure le transazioni. Per evitare che uno stesso Bitcoin venga trasferito da un utente a più di un destinatario, ogni transazione deve essere autenticata utilizzando un sistema di codifica che richiede la potenza di calcolo di una rete di computer privati. Mettendo a disposizione la propria potenza di calcolo, l’utente può ricevere nuovi Bitcoin, come forma di ricompensa proporzionale al contributo apportato. 

La cosa è molto meno semplice di quello che sembra. Per ottenere una quantità minima di Bitcoin è necessaria un’enorme potenza di calcolo; basti pensare che nel maggio del 2013 si è calcolato che la potenza utilizzata da Bitcoin aveva superato quella combinata dei 500 supercomputer più performanti al mondo. Inoltre, la quantità di nuovi Bitcoin prodotti è destinata a diminuire in modo controllato di qui ai prossimi decenni, in modo da ammortizzare l’inflazione correlata al perpetuo “conio” di nuova moneta. Come spiega Darien Graham-Smith in un’utilissima analisi del fenomeno BitCoin pubblicata a settembre “Nei primi quattro anni il sistema ha generato 11 milioni di bitcoin, per i prossimi 10 milioni ci vorranno più di 125 anni – e dopo che ne saranno stati generati 21 milioni, non ne verranno più prodotti.

Questo significa che ottenere nuovi Bitcoin sarà sempre più difficile, e i margini derivanti dalla concessione di potenza di calcolo sempre meno ampi. Certo, se proprio hai deciso di diventare ricco con Bitcoin, puoi aspettare che il valore scenda ancora sotto i 100 dollari (come è quasi successo all’epoca della chiusura di SilkRoad) e impegnare qualche euro nella speranza che la criptovaluta che ha reso ricco Kristoff Koch, torni a impennarsi.

Ma a meno che tu non abbia un minimo di nozioni di finanza, forse è meglio che lasci perdere Bitcoin. Che ne sai, il mese prossimo potresti imbatterti in una nuova valuta virtuale semisconosciuta e deciderai di alleggerirti le tasche di una manciata di euro. Chissà, fra dieci anni potresti ritrovarti anche tu ricco a tua insaputa. 

 
© Riproduzione Riservata

Commenti