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Un avvocato denuncia Apple per averlo reso dipendente dalla pornografia online

Chris Sevier è avvocato e produttore di musica elettronica, e ha appena fatto causa a Apple. L'azienda di Cupertino è accusata di non aver preso le precauzioni necessarie a impedire la fruizione di materiale pornografico

Porn online computer

– Credits: Marc Sebastian @ Flickr

Nel caso in cui qualcuno pensasse che Apple non passi abbastanza tempo in tribunale, la notizia del giorno è che un cittadino americano, al secolo Chris Sevier, ha appena sporto denuncia contro l’azienda di Cupertino. Questa volta non ci sono di mezzo brevetti o presunti plagi, il pomo della discordia in questo caso è la pornografia.

Chris Sevier è un avvocato di Nashville che, nel tempo libero, si diletta a produrre musica elettronica con la sua band (i Ghost WARS). Dopo aver comprato un MacBook Pro in un Apple store locale, Sevier ha cominciato a scoprire le meraviglie dell’Internet finendo subito risucchiato nel terribile vortice della pornografia online (un fenomeno di cui probabilmente Sevier era l’unico essere senziente ad essere all’oscuro). A detta sua, l’accidentale accesso a un sito pornografico l’avrebbe indotto a sviluppare una dipendenza incontrastabile per il porno che ha mandato in frantumi la sua vita famigliare. Al punto che, forte delle sue competenze professionali, Sevier ha deciso di sporgere denuncia contro Apple , rea di vendere prodotti che non prevedano il blocco automatico di qualsivoglia contenuto pornografico.

Forse temendo di non essere preso sul serio, Chris Sevier ha stilato un documento di 50 pagine in cui descrive per filo e per segno i “fatti” che dimostrano come per Apple l’avrebbe trasformato in un sessuomane, mettendo a repentaglio il suo equilibrio psicologico e la qualità dei suoi rapporti familiari. Il risultato è una serie di dichiarazioni che derapano a più riprese nel grottesco.

Al punto 40, ad esempio, si legge: “Utilizzando Safari, il querelante ha sbagliato a digitare “facebook.com”, finendo per approdare su “fuckbook.com” e su un’altra serie di siti web che lo hanno portato a visualizzare immagini pornografiche che risultavano piacevoli alla sua sensibilità di maschio, inducendo così un’indesiderata dipendenza dalle conseguenze infauste.

E poi ancora, al punto 42: “Il querelante ha cominciato a preferire le cyber-bellezze alla propria moglie, cosa che ha portato il suo matrimonio al collasso. Sua moglie è scomparsa portandosi via suo figlio, e questo è conseguenza della decisione di Apple di non vendere i propri computer in modalità di sicurezza.”

La lista di Sevier prosegue citando una serie di problemi collaterali, sviluppati per colpa della pornorgrafia, tra cui una sindrome depressiva e l’incapacità di tornare al lavoro di tutti i giorni. L’uomo si è anche detto disposto a lasciare cadere le accuse, a patto che Apple intervenga tempestivamente a risolvere il “problema”.

Il querelante chiede che Apple venda tutti i propri dispositivi in ‘safe mode’, con impostazioni predefinite che filtrino i contenuti pornografici. Se l’acquirente ha più di 18 anni, Apple dovrebbe mettere a disposizione del consumatore una password che consenta di rimuovere i suddetti filtri e accedere a contenuti indecenti costituzionalmente tutelati. Se l’acquirente ha invece meno di 18 anni, Apple non dovrebbe dare alcuna password.

Non pago di aver paragonato la pornografia alle sigarette e alle armi (!?), Sevier ha pensato fosse il caso di creare un video apposito (con la musica della sua band in sottofondo, of course), probabilmente con lo scopo di da dare maggior visibilità alla denuncia, o (più probabilmente) alla sua band.

È infatti possibile che Chris Sevier abbia voluto creare un polverone per guadagnare un po’ di spazio sotto i riflettori e qualche migliaio di visualizzazioni in più ai video dei Ghost WARS. Per ora, però, è riuscito a rastrellare solo una buona scorta di (comprensibili) insulti.

 
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