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Amazon potrebbe mettersi a produrre snack e pannolini

Il colosso dell'e-commerce è pronto a piazzare il suo marchio sui beni che compriamo ogni giorno al supermercato

Una schermata di AmazonFresh, il servizio che già recapita prodotti freschi (di altri brand) nelle aree di Los Angeles e Seattle

Comprereste una confezione di pannolini con sopra il marchio di Amazon? E un pacco di patatine o una scatola di biscotti? Rispondere non è poi così difficile: se fossero di buona qualità, e soprattutto se costassero meno rispetto agli altri, probabilmente sì. Tutto sommato il colosso di Seattle una certa credibilità se l’è guadagnata sul campo, in tanti anni di onorate consegne. E la notizia è che presto o tardi potrebbe espandere ulteriormente il suo già vastissimo business, lanciando una linea di prodotti identici a quelli che si trovano sugli scaffali dei supermercati. Prodotti che, ovviamente, saranno venduti tramite l’unico canale che la creatura di Jeff Bezos conosce: l’e-commerce.

A svelare questo piano è stato il sito statunitense AllThingsD, che fa parte dello stesso gruppo del Wall Street Journal. Sebbene non ci siano conferme ufficiali da parte dell’azienda, stavolta non è servita la soffiata di qualche informatissima gola profonda. E' bastato fare due più due dando un’occhiata alle offerte di lavoro pubblicate nelle ultime settimane per capire che qualcosa stava bollendo in pentola. Amazon cercava un analista finanziario per «il lancio di un business di etichetta privata nel settore dei beni di consumo». In un altro annuncio scriveva di aver bisogno di «un senior product manager», sempre allo stesso scopo. Inoltre la società ha dichiarato che sta per avviare nuove assunzioni che aiutino a diffondere «nuovi prodotti di alta qualità marchiati Amazon per i nostri clienti globali». Alla luce di queste premesse, c’è poco da smentire o da restare in silenzio: il piano sembra abbastanza palese.

Il gigante dell’e-commerce è particolarmente attivo in questo momento e sta lavorando per rendere sempre più capillare la sua presenza. In via sperimentale in poche aree degli Stati Uniti sta sdoganando la consegna nei giorni festivi e ha fatto partire il servizio Fresh, che consegna la spesa a domicilio anche di cibo e beni deperibili, però di altri brand. Ora, e il ragionamento non fa una piega, starebbe pensando di produrseli da sé tramite una rete selezionata di partner, distribuendoli direttamente, accorciando all’estremo la filiera e dunque essendo in grado di proporre prezzi molto competitivi rispetto alla concorrenza.

Niente di diverso da quello che fanno in tutto il mondo, Italia inclusa, grosse catene di supermercati che propongono latte, pasta, detersivi e altri beni di largo consumo con il loro brand. Spesso, peraltro, appoggiandosi a fornitori che sono identici a quelli utilizzati da marchi blasonati. E solo qualcosa in più di quanto Amazon fa già con certe categorie di prodotti: la sua AmazonBasics vende batterie, tastiere e cavi usb. Il salto dall’hi-tech al cibo è sostanzioso ma non impossibile. In fondo si tratta di trasferire lo stesso modello – produzione tramite partner affidabili e distribuzione diretta tramite il suo sito con consegna in tempi ragionevoli – ai pannolini, alle patatine, ai saponi e, niente lo esclude, persino ai biscotti, ai cereali, ai succhi di frutta e qualsiasi altra cosa che possa viaggiare dentro una scatola.  

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