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A Udine il primo parco di realtà virtuale in Italia

Il 26 novembre inaugura la 3D World Arena, molto più di un cinema, dove saltare, correre e giocare indossando un paio di visori

Il primo teatro permanente, dedicato alla realtà virtuale, è il VR Cinema di Amsterdam. Qui è possibile indossare un paio di occhialini per immergersi nelle ambientazioni riprodotte sul piccolo schermo dei Gear VR di Samsung. Certo, la qualità non è il 4K, ma ciò che conta è vivere un’esperienza diversa e decisamente immersiva, di sicuro fuori dal comune. Certo, così non si guardano gli altri in faccia e si perde quel contatto umano delle sale tradizionali ma conta poco: chi entra nel VR Cinema olandese lo fa per guardare un film con gli occhi del protagonista, come se fosse uno spettatore invisibile all’interno della scena.

Tra pochi giorni si potrà godere di una simile visione anche in Italia, per la precisione a Feletto Umberto, comune di Tavagnacco, in provincia di Udine. Il 26 novembre apre infatti 3D World Arena, parco tematico unico nel nostro paese (e a quanto pare anche nel mondo) focalizzato sulla virtual reality. Il bello è che il tutto non si riduce allo stare fermi su un sedile ma si estende anche alle aree più grandi dove combattere contro robot e altri giocatori, in spazi deserti che nella realtà digitale sono foreste, campi di guerra e città futuristiche.

 

Non mancano zone più interattive, dove “toccare” ciò che c’è intorno: “Pensiamo a un’abitazione coloniale di fine ‘800 o a una casa degli orrori. Una volta entrati, grazie a un visore e alla tecnologia di body tracking, ci si muove in completa libertà, interagendo con gli oggetti – dice Massimiliano Soresini, fondatore di SNR, la startup che ha realizzato il villaggio VR – ma anche le Escape Room in Hyper Reality, con un richiamo a format più famosi”.

All’interno di 3D World Arena trovano spazio sale classiche e postazioni senza seduta, dedicate all’esplorazione e a battaglie virtuali ad alto valore emozionale. Le attrazioni sono dedicate a tutte le fasce d’età: “Si va dai 14 ai 90 anni – prosegue Soresini - ci sono persone molto anziane che possono fare esperienze sul Colorado River, dove la canoa virtuale è in realtà un vogatore da palestra. Se poi qualcuno ha bisogno di scrollarsi di dosso lo stress quotidiano basta competere con altri giocatori in carne ed ossa o, quando ci saranno, quelli in remoto, collegati dalle strutture altrove”.

Si aprono interessanti scenari che valicano il confine dell’intrattenimento in loco per espandersi anche nell’online. Pensiamo al gaming multipiattaforma, ai team iperconnessi e addirittura a partite di calcetto giocate in un San Siro digitale. E non è detto che i Mondiali del 20134 non saranno così: il nuovo Messi o Ronaldo in pantaloncini dalla propria stanza, con un paio di Oculus davanti agli occhi.

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