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Parte Inf@nzia Digitales per traghettare la scuola italiana verso il futuro

Oggetti intelligenti, spazi di condivisione e nuovi percorsi interattivi. Ecco il progetto italiano che porta i bambini verso la tecnologia

– Credits: flickingerbrad, Flickr

La scuola italiana ha bisogno di innovazione. Su questo punto non credo possano esservi molti dubbi, semmai gli interrogativi sono altri: che tipo di innovazione? Studenti e insegnanti sono pronti? Da che età è bene alfabetizzare i nativi digitali? Algoritmi, schermi touch, sensori di prossimità, realtà aumentata e oggetti intelligenti sono intorno a noi e potrebbero aiutare le scuole italiane a sbarcare nel terzo millennio, se solo lo volessimo. Tra i progetti, reali non rimasti su carta, che si fanno carico del difficile compito c’è “Inf@nzia Digitales 3.6” che mira a rinnovare luoghi e strumenti di apprendimento partendo dai più piccoli, i bambini in età prescolare (3-6 anni).

Finanziato con 13.270.000 euro, Inf@nzia Digitales durerà poco più di due anni con l'obiettivo di rinnovare la scuola partendo dalle origini. “Affondando le radici nei principi dell'attivismo educativo della prima metà del Novecento – ci  spiega Orazio Miglino, ordinario di Psicologia generale alla Federico II e direttore del NAC (Natural and Artificial Cognition Lab) – il progetto si fonda sulla teoria dell’embodied and situated cognition , secondo cui la nostra interazione sensitivo-motoria determina l'organizzazione delle strutture neuro-cognitive. Detto in altri termini, tutto quel che ha a che fare con la sfera psico-educativa è fortemente legato, come insegnava la Montessori, alla nostra capacità di fare e manipolare cose e oggetti, ed è evidente che oggi a differenza di quel accadeva solo qualche anno fa gli oggetti che ci circondano molto più intelligenti, aprendo così potenzialità formative ancora tutte da scoprire”.

Capofila del progetto è la Engineering Ingegneria Informatica, azienda italiana del settore nuove tecnologie della comunicazione, cui si affiancano Fastweb, Interactive Media e iCampus, consorzio di Confindustria Campania. Sul fronte della ricerca figurano tra i partner il NAC, il Dipartimento di Ingegneria elettrica e Matematica applicata (Diem) dell'Università di Salerno, il il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale (CORIS) della Sapienza di Roma e il Dipartimento di Ingegneria e Scienze informatiche dell’Università di Trento. Il progetto sarà sperimentato sul campo da tre enti locali: la città di Roma, la Provincia di Trento e l’Ufficio Scolastico della Regione Campania.

Inf@nzia Dgitales si propone di sviluppare contesti innovativi sia dal punto di vista metodologico (nuovi strumenti pedagogici), sia dal punto di vista tecnologico (oggetti intelligenti). L’offerta formativa integra l’ambito scolastico con quello extra-scolastico (famiglie, parchi giochi, musei, centri scientifici). Tuttavia non si tratta di un’innovazione radicale dal punto di vista metodologico, grazie alle nuove tecnologie multimediali si arriva ad apprendere attraverso il fare, utilizzando strumenti e piattaforme (anche) informatiche che così entrano pian piano nella vita dei bambini. Attraverso la creazione di un ecosistema di applicazioni e soluzioni tecnologiche si fa leva sulla dimensione didattica del progetto con l’obiettivo di trasformare le relazioni che caratterizzano il “Sistema Scuola”, che oltre agli insegnanti deve necessariamente coinvolgere genitori, amministrazioni e operatori culturali.

L'ambito del progetto va oltre le aule scolastiche. Accanto a tecnologie per gli asili, Inf@nzia Digitales si concentra anche sul patrimonio culturale e sul cosiddetto e-government.  In particolare, l'enorme mole di tesori della cultura italiana verrà trasformata in smart objects che, assieme alle piattaforme digitali nate per facilitare il rapporto tra famiglie e amministrazione nell'ambito dei servizi educativi, completeranno il passaggio dell'apprendimento nostrano verso il futuro.

 
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