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iMac con display Retina 5K, la nostra prova

Lo schermo da 27 pollici lascia letteralmente senza parole e rende ancora più appetibile il magrissimo ed elegante computer da scrivania di casa Apple

C’è un codice non scritto, verosimile e finanche banale, che va applicato quando si scrive la recensione di un prodotto. Impone un certo distacco, una rigorosa e ben marcata distanza tra il recensore (parola orribile, fa tanto vecchia Stasi) e l’oggetto che si deve raccontare. O meglio, o peggio – questione di prospettive – giudicare. Noiosa premessa per dire che l’entusiasmo eccessivo, smaccato e senza freni, non è contemplato o è almeno sconsigliabile. Per fortuna non succede di trovare prodotti talmente incredibili da scatenarlo. Eppure capita, a volte. Come in questo caso.  

La via d’uscita per mantenere intatto il contegno, anziché abbondare d’iperboli e aggettivi altisonanti, è scendere dal gradino del recensore e fermarsi al degnissimo piano terra del cronista. Del voyeur con l’orecchio teso e l’occhio insistente, addirittura. A costo di risultare invadente. Fuori vagheggiamento: entrare in un Apple Store, per la precisione quello del centro commerciale di Euroma2, semiperiferia sud della capitale, gigantismo di colonne finte e decorazioni posticce, ascoltare e annotare.

Ecco il ragazzetto con il ciuffo biondo che spunta appena dal berretto, zaino abbandonato su una spalla, jeans stretto con piega abbondante, scarpa senza calzino, spiritato nel chiamare a raccolta la comitiva di amici. «Regà» grida «venite a vedere. Vabbé, dai non è vero…». Del signore in giacca e cravatta, pettinatura leccata, che rimane imbambolato davanti allo schermo per tre minuti abbondanti, incantato quasi ipnotizzato. Che non osa toccare mouse e tastiera, quasi animato da un timore reverenziale mentre un video corre, scorre e ricomincia daccapo. Della ragazza con borsa del super brand francese di lusso, gomma in bocca, parlata biascicata (stereotipo ma, garantiamo, storia verissima), che sibila al fidanzato: «Amò, sai come ce starebbe bene vicino al divano».  

Basta prenderla da lontano, stop alla prudenza, smentiteci se potete: il display del nuovo iMac è da urlo. Strappa applausi. A noi non frega nulla della risoluzione, delle moltiplicazioni di strani numeri (che significa 5120x2880 ai più resta ignoto), di quanto è full l’hd, del rapporto di contrasto – un rapporto di sicuro travagliato, vista la definizione – e altri oscuri tecnicismi. Basta mettersi a guardarlo, da esteti profani, per accorgersene. L’icona di Safari è definitissima, si scorgono zigrinature mai notate prima in anni di uso e abuso. La brillantezza dei colori lascia storditi, le immagini realizzate con la fotocamera, sparate su 27 pollici, ci catapultano al luogo, al momento, all’istante in cui le abbiamo scattate. Altro che fosforo. Non esiste sostegno alla memoria migliore. Per non parlare dei video. Dalle rughe d’espressione dell’attrice perennemente corrucciata ai lineamenti efebici della nuova giovanissima musa del regista marpione, nulla è mai stato così evidente. In un 4K beccato in rete, s’intende.

iMac alto

iMac 5K – Credits: Apple

La domanda sorge spontanea, si direbbe con un detto logoro: vale la pena spendere a partire da 2.600 euro e spiccioli per la versione più basica di una creatura – non diremo una macchina nemmeno sotto tortura – del genere? Se li avete, se non li considerate uno sproposito (e non vi biasimeremmo in tal caso), se potete permettervelo, fate pure. In giro non troverete di meglio. A lungo non arriverà di meglio. Lo dicono gli avventori dell’Apple Store romano e di tutti i continenti, lo diciamo noi, per quel che vale, lo dicono i benchmark e i test delle performance, che valgono senz’altro.

Per il resto, meraviglie del display Retina a parte, è il solito vecchio solido elegante iMac, con la sua fila indiana di porte sul retro – più sotto il dettaglio – con la sua linea magrissima che sembra uscita da una dieta di sola acqua e mezza fetta di bresaola ogni tanto, con la reattività paurosa delle sue applicazioni che partono all’istante in cui le si lancia. Con la generosa dotazione di software già a bordo, per fare editing fotografico e video professionali o quasi, scrivere testi, creare fogli di calcolo, generare, modificare ed esibire una civettuola presentazione. Con il sistema operativo Yosemite che abbinato a un iPhone, un iPad o entrambi promette un solo unico coro con Continuity

iMac retro

iMac 5K – Credits: Apple

L’unico consiglio è agite in fretta. Non indugiate. Non sfidate questa sirena a forma di schermo. Non fate come Ulisse: non tappate le orecchie alla vostra fidanzata, non legatevi a nessun albero di una nave, ma guardatelo e poi fuggite via senza voltarvi. Altrimenti non ci sarà rimedio. Il vostro monitor vi sembrerà per sempre fiacco, spento, preistorico. Come è sembrato a chi scrive il suo vecchio computer, tornato al suo posto una volta terminata questa prova. Da fedele compagno di lavoro a carcassa bollita. Da alleato sprintoso a imbarazzante compromesso. Un vorrei ma non posso. Il nuovo iMac con display Retina 5K invece può. Eccome se può. Eppure dicono che la perfezione non esiste. Eppure forse sbagliano.

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