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Il cimitero di Google, Big G chiude un servizio dietro l’altro

A soli sette mesi di distanza dall’ultima sforbiciata, Google taglia altri 5 servizi. Negli ultimi due anni a Mountain View sono stati seppelliti più di 30 prodotti, abbastanza per riempire un cimitero

Larry Page, Google

Larry Page, Ceo di Google – Credits: (Ap)

C’era una volta iGoogle, quel servizio dal nome vagamente Cupertiniano che consentiva di creare homepage personalizzate per raggruppare in un solo luogo notizie e strumenti aggiornati quotidianamente (le news sugli ultimi libri usciti, le previsioni del tempo, la posta in arrivo etc.). Dico c’era una volta perché se cinque anni fa iGoogle si era classificato come “il prodotto con la crescita più rapida", oggi è un morto che cammina e a Mountain View hanno già annunciato una data per il suo funerale.

A partire dal 1 novembre 2013 iGoogle verrà chiuso e milioni di utenti registrati potranno “consolarsi” con le centinaia di app Android che forniscono informazioni in tempo reale e con le funzionalità di Google+. Non si tratta di un episodio isolato, ma dell’ennesima pulizia di primavera con cui Google intende alleggerirsi di quattro altri servizi: Google Video, Google Mini, Google Talk Chatback e Symbian Search App.

A stringere il manico della mannaia è ancora una volta Larry Page, che da quando è al timone del colosso di Mountain View, pare deciso a estirpare tutte le erbacce che invecchiano a lato dei servizi del suo core-business: Search, Maps, YouTube, e naturalmente, Google+.

La tecnologia crea incredibili opportunità per migliorare le vite delle persone” spiega nel post ufficiale Matt Eichner, General Manager della sezione Global Enterprise Search “Ma per realizzare la maggior parte di esse, abbiamo bisogni di focalizzare le nostre energie, altrimenti rischiamo di finire per fare troppo e non ottenere l’impatto che cerchiamo. Così, lo scorso autunno abbiamo cominciato le pulizie di primavera e da allora abbiamo chiuso o riassorbito oltre 30 prodotti. Oggi annunciamo qualche altra chiusura.

Se a Mountain View hanno deciso di chiudere Google Mini, del resto, non è colpa di un’isteria da giardinaggio estremo ma del fatto che i servizi che Mini offriva ai piccoli imprenditori sono stati ormai surclassati da altri prodotti come Google Search Appliance e Google Site Search. Lo stesso vale per Talk Chatback, dal momento che il servizio Meebo Bar, recentemente rilevato con il pacchetto Meebo, consente già di integrare widget per la chat nei siti. E a questo punto perché non travasare i contenuti di Google Video nel mare magnum di YouTube? Aggiungici l’ormai sostanziale inutilità di Symbian Search App e il gioco è fatto: a Mountain View si sono liberati in scioltezza di altri 5 prodotti.

Certo, se con una mano Google recide i rami secchi, con l’altra ne innesta di nuovi, come dimostrano i continui annunci sul blog ufficiale e nell’ultima conferenza I/O. Questa frenesia ristrutturatrice ha portato Frank X. Shaw, personalità di spicco a Microsoft, a raccogliere tutti i prodotti seppelliti in una pinboard di Pinterest , opportunamente chiamata Google Graveyard.

Shaw ha poco da scherzare, dal momento che Microsoft ha lasciato in discarica oltre 50 servizi dal 2008 a oggi, ma l’immagine del cimitero rende bene l’idea della velocità con cui alcuni servizi nascono, crescono ed esalano l’ultimo respiro.

Tra tutte le lapidi di questo camposanto, tuttavia, una mi incuriosisce in modo particolare, quella di iGoogle. Era uno dei servizi più gettonati, ora gli rimangono 16 mesi di vita. Cosa prenderà il suo posto? Sarà il tanto atteso discovery engine con funzionalità social che si aggira come uno spettro a Mountain View. O forse si tratta del nuovo Google Now?

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