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Her, le 4 previsioni tecnologiche più plausibili

Dal punto di vista tecnologico, Her è come Minority Report, mette in scena una serie di innovazioni che potrebbero diventare realtà nel giro di pochi anni (e alcune che già lo sono)

Her - Lei

– Credits: Warner Bros

Era uno dei film più attesi della stagione. Anzi, diciamo che era uno dei film più attesi da diversi anni a questa parte per chi, come il sottoscritto, va in sollucchero per quella fantascienza soft in cui i risvolti sociali della tecnologia hanno la meglio su navicelle, alieni e apocalissi.

Una volta tanto l’attesa è valsa il risultato, e non solo perché Her è un vero gioiello della cinematografia contemporanea, quanto per il modo convincente con cui Spike Jonze presenta una serie di tecnologie che, di qui a una dozzina d’anni, potrebbero davvero realizzarsi.

Da questo punto di vista, Her potrebbe diventare il nuovo Minority Report , film che vanta il record di “previsioni tecnologiche azzeccate”. E non è un caso se lo stesso Ray Kurzweil, futurologo per eccellenza, afferma che molta della tecnologia presente nel film sarà disponibile già entro pochi anni.

Vediamo nel dettaglio alcuni esempi di anticipazione tecnologica particolarmente riusciti.

Smart-auricolari in un mondo senza tastiere
E senza schermi, per certi versi. Nel 2025 tratteggiato da Jonze le persone non si incurvano sullo schermo di uno smartphone, se ne vanno in giro con dei mono-auricolari simili a grossi tappi di gomma, che toccano ogni volta che vogliono comunicare con qualcuno o istruire il loro personal assistant (una specie di Google Now, eclettico e onniscente). In realtà, a casa sua, Theodor Twombley uno schermo ce l’ha, quello del proprio desktop pc, ma non ha mouse né tastiera, tutto viene azionato a voce (come già avviene con i vari Siri, Cortana e S-Voice).

Addio smartphone, addio distrazioni
Con l’uscita dei Google Glass, questa eventualità non sorprende più nessuno. Nel mondo di Jonze le persone hanno ancora dei dispositivi mobile in tasca, ma servono unicamente per vedere immagini e scattare foto. Tutto il resto passa tramite auricolari. Una scelta interessante, che per certi versi risulta più funzionale degli stessi Google Glass, per un motivo molto semplice: non creano distrazioni visive. In questo senso, Spike Jonze ha voluto immaginare un mondo in cui la tecnologia, sebbene ubiqua e avanzatissima, risulta ben poco invadente. Che poi è la direzione verso cui si stanno muovendo tutti i colossi dell’hi-tech.

Videogiochi immersivi e olografici
Le parti più divertenti del film sono sicuramente quelle in cui Theodor si interfaccia con questo pupazzetto alieno sboccato e impertinente che lo invita a seguirlo sul suo pianeta. I comandi sono tutti affidati ai movimenti delle mani, e l’ambientazione è resa del tutto immersiva grazie a un sistema di proiettori che ricreano il mondo virtuale attorno al giocatore stesso. Sebbene oggi lo stato dell’arte dei videogame si limiti agli schermi FULL HD e 3D (e forse alla realtà virtuale), i videogiochi olografici sono dietro l’angolo .

Un personal assistant molto personal
E infine c’è lei, Samantha, l’idea platonica a cui si ispirerebbe Siri, una voce femminile in grado di studiare i tuoi dati sensibili per conoscerti meglio di come saprebbe fare tua moglie. Stando a Kurzweil, per quanto possa suonare folle, qualcosa di simile a Samantha verrà sviluppato entro il 2030. L’unico appunto che il futurologo fa, e a ragione, è che quando la tecnologia ci consentirà di stringere rapporti quasi umani con intelligenze artificiali, avremo anche a disposizione una soluzione per dare a Samantha e agli OS come lei, un corpo da abitare.

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