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Le guerre del futuro le combatteranno eserciti robot

Un generale americano ha rivelato che entro il 2019 l'esercito ridurrà di 120.000 unità il numero di soldati e per reclutare robot. Ma difficilmente la guerra diventerà meno sanguinaria

Robocop Terminator

– Credits: Thorsten Becker @ Flickr

Quando siete andati a vedere l’ultimo Terminator , poi vi siete rigirati nel letto tutta la notte. E non solo perché il film era oggettivamente brutto, ma perché questa cosa dei robot programmati per fare la guerra proprio non vi lasciava rilassare, complici anche tutti quei video YouTube che avevate visto sui robottoni militari della Boston Dynamics . È stata una notte difficile, senz’altro, però il giorno dopo vi siete svegliati, vi siete asciugati i sudori freddi e vi siete ricordati che nel mondo reale i robot sono roba da laboratorio e se riescono a mettere in fila due passi senza rovinare a terra è già tanto.

I successivi quattro anni li avete passati in una sorta di ebete limbo, avete trascinato la vostra routine come una coperta di Linus. Poi un giorno vi siete svegliati in un mondo in cui i droni fanno la guerra, le aziende cinesi programmano di sostituire gli operai con i cyborg , Google conosce tutto su di voi e ha rilevato la più importante compagnia di sviluppo di robot militari . Non bastasse, a dare il colpo di grazia alla vostra tranquillità esistenziale ci pensa l’esercito americano in persona, e in particolare il Generale Robert Cone, il quale ha dichiarato che la US Army intende ridurre il numero di soldati in carne e ossa sul fronte per reclutare robot.

Stando alle dichiarazioni di Cone, entro il 2019 il numero di soldati arruolati nell’esercito americano verrà ridotto di almeno 120.000 unità, dai 540.000 di oggi a circa 420.000. Questo non significa che di qui a qualche anno vedremo robot umanoidi imbracciare i fucili e uscire dalle trincee sventagliando proiettili. L’obiettivo dell’esercito americano è ridurre il numero di truppe che vanno a rischiare la vita sul campo ricoprendo ruoli di supporto. Per operazioni di questo tipo (fornire munizioni, alimenti e trasportare armamenti) esistono già robot specializzati, basta dare un'occhiata al novero di prodigi cibernetici della Boston Dynamics.

Non passerà tuttavia molto tempo prima che gli eserciti comincino a schierare sul campo di battaglia robot con un ruolo bellico “attivo.” L’esercito americano sta già sviluppando veicoli robotizzati, aerei pilotati a distanza come in un videogame e torrette mitragliatrici in grado di riconoscere i volti umani.

Una simile prospettiva potrebbe sembrare buona. Dopotutto, se la guerra diventasse l’equivalente di una partita a Risiko, con i robot al posto dei carrarmatini, si potrebbe ridurre al minimo il costo in vite umane che ogni conflitto bellico esige. Certo, in un mondo in cui ogni esercito si affidasse ad androidi armati, questa sarebbe una prospettiva interessante. Ma fino ad ora l’impiego di unità robotiche nei teatri di guerra ha tratteggiato uno scenario molto diverso, in cui i droni fanno strage di civili, creando problemi diplomatici notevolmente maggiori a quelli che hanno scatenato i conflitti iniziali.

Se da un lato è vero che un esercito fatto di robot non può registrare perdite umane, è anche vero che può causarne. E considerando la tradizionale disparità tra gli armamenti degli eserciti, un esercito robot, potrebbe rivelarsi semplicemente in un sistema più freddo e anonimo per seminare morte e distruzione.

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