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Google Taxi, in futuro Big G ti verrà a prendere a casa (gratis)

In un nuovo brevetto si descrive un algoritmo che valuta per ogni cliente la possibilità di includere nelle offerte personalizzate un trasporto gratuito nel locale o negozio che paga l'inserzione

Google Carr

– Credits: jadjadjad @ Flickr

“Ehi!”
“Che c’è?”
“Scusa se ti disturbo, utente, ma non è che stasera ti va di mangiare cinese?”
“Bah, veramente no, e poi non è che abbia tanta voglia di uscire.”
“E il greco? Dai che ti fa uscir di testa il greco, ne hanno aperto uno nuovo e se vai stasera c’è un’offerta moussaka e tzaziki su misura per te.”
“Sì, ma è dall’altra parte della città, piove e ho solo la bici.”
“Che problema c’è? Ti mandiamo un taxi. Tanto paga il greco.”

Questo lisergico siparietto, che al momento potrà suonare quanto meno surreale, potrebbe risultare del tutto plausibile di qui a qualche anno. È quello che viene in mente leggendo nel dettaglio un nuovo brevetto in cui Google descrive un sistema per presentare agli utenti di Big G offerte personalizzate con trasporto incorporato.

L’idea di fondo è questa: partendo dai dati sensibili che possiede sul tuo conto, in particolare quelli relativi alla tua ubicazione, alle tue tendenze di consumatore e alle tue preferenze di spostamento, Google progetta di inviare agli utenti offerte personalizzate che comprendono un eventuale trasporto gratuito in taxi. Per poter realizzare un simile progetto, Google si servirebbe di una propria rete di vetture (possibilmente le sue auto senza pilota) e di un algoritmo che metta in relazione tutte le variabili del caso.

Per rendere più chiaro il concetto, facciamo un esempio.

Poniamo che questo venerdì tu e la tua ragazza festeggiate l’anniversario, e poniamo che entrambi abbiate esplicitato questa informazione su Google+. Poi, poniamo che tu e la tua ragazza abbiate la sacrosanta abitudine di andare a cena fuori ogni mese e di sfondarvi di cibo messicano, Google probabilmente ne è al corrente perché magari avete recensito bene un particolare ristorante, o perché avete geotaggato delle foto scattate appena fuori dal locale, o perché da qualche mese non fate altro che pubblicare in rete i vostri (penosi, lasciatevelo dire) tentativi di replicare in casa quel tipo di piatti. Non è finita: Google con ogni probabilità sa dove abiti tu, dove abita la tua ragazza, e sa anche che da quando vivete in città non avete più una macchina in garage. Sa che non navigate nell’oro, ma che per una buona serata siete disposti a spendere un pochino di più, soprattutto se siete in buona. Così, decide di mettervi in buona lui. Qualche giorno prima della ricorrenza, vi arriva una proposta che difficilmente potrete rifiutare: c’è un nuovo messicano, a un bel po’ di fermate di metro da voi, vi offre dei menù a prezzo contenuto e vi assicura che, nel caso lo vogliate, verrà mandato gratuitamente un taxi a prendere entrambi sotto casa.

Com’è possibile? - vi chiederete voi - Chi lo paga il taxi?

In teoria, Google. In pratica, l’inserzionista. Una volta che l'utente bersaglio viene identificato, l’algoritmo descritto nel brevetto sarebbe infatti in grado di mettere in relazione ogni variabile e calcolare se una simile offerta sia vantaggiosa per il negozio o il locale che dovrebbe promuoverla.

Fare in modo che un potenziale cliente raggiunga un locale o un negozio così da potergli vendere qualcosa è una delle cose più difficili per un business o un inserzionistaspiega a questo proposito Google che, non a caso, sta anche esplorando la possibilità di inviare simili offerte quando gli utenti sono alle fermate dell'autobus o nelle stazioni.

Si tratta di un progetto tanto interessante quanto ambizioso. Perché possa sperare di vedere la luce, però, è prima necessario che Google ottenga i nullaosta necessari a disseminare le strade del globo con le sue vetture automatizzate.

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