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Google si dà ai robot umanoidi. E sfida i droni di Amazon

L'operazione è farina del sacco di Andy Rubin (quello di Android), che ha già rilevato in segreto 7 società specializzate in robotica e intelligenze artificiali. Lo scopo: sostituire la forza lavoro umana

Google Robot

– Credits: eleZeta @ Flickr

Amazon annuncia di voler distribuire pacchi servendosi di droni ultra-efficienti , Google ribatte promettendo che ha intenzione di cominciare a produrre robot capaci di svolgere lavori manuali. Sembra una riedizione in salsa robotica della guerra di proclami spaziali che ha tenuto occupati USA e URSS negli anni ’60, anche in questo caso infatti siamo di fronte a due superpotenze che, man mano che crescono, finiscono per calpestarsi i piedi nello stesso campo da gioco.

Se però l’annuncio di Amazon per molti è suonato una spacconata senza possibilità di realizzazione a breve termine, quello diramato oggi da Google è riuscito a piantare radici ben più solide nella comunità web.

A quanto pare, Andy Rubin, l’uomo dietro al sistema operativo Android, sarebbe già al lavoro per organizzare un team di cervelli che, di qui a dieci anni al massimo, dovrà sfornare veri e propri Google Robots che si occuperanno di eliminare la forza lavoro umana in alcuni ambienti produttivi (ad esempio per la logistica interna, la catena di montaggio e l’assemblamento) e, come i droni Amazon, di effettuare consegne porta a porta nella cornice del servizio Google Shopping.

Fino a qualche anno fa, un simile annuncio sarebbe stato derubricato alla voce “sparata irragionevole”, ma poi Google ha dimostrato sul campo di saper trasformare quello che molti ritengono impossibile in possibile. “Il progetto dell’auto automatica era fantascienza quando l’abbiamo inauguratospiega Rubin “Ora è a portata di mano.”

Prima di presentarsi davanti alla platea Web ad annunciare robot avveniristici, Andy Rubin ha fatto in modo di avere un terreno solido su cui poggiare i piedi. Per fare ciò ha acquisito in segreto sette startup specializzate in robotica e intelligenza artificiale: ci sono la giapponese Schaft, la Meka e la Redwood Robotics che da tempo lavorano alla realizzazione di un robot umanoide; la Industrial Perception, che ha già trascorsi nello sviluppo di bracci robotici per il carico e lo scarico di veicoli di trasporto; la Bot & Dolly, che produce sistemi di videoripresa robotizzati, utilizzati anche nel recente Gravity; Autofuss, specializzata in advertising; e infine Holomni, una società di design specializzata in ruote hi-tech.

La determinazione di Rubin, il parco brevetti di Mountain View, l’enorme disponibilità economica di Google, rendono il traguardo dei Google Robots piuttosto vicino. E con esso lo scenario di completa robotizzazione del lavoro prefigurato (e temuto) da fior di preconizzatori.

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