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Google: ecco il primo prototipo della macchina che si guida da sola

È lenta e sgraziata. Ma al suo interno c'è qualcosa che potrebbe rivoluzionare i nostri spostamenti: un sistema di guida senza volante e pedali basato unicamente sull'intelligenza di Google

– Credits: Google @YouTube

La timeline di Mountain View dice 2018. Per quella data, mese più, mese meno, Google dovrebbe essere pronta a mettere su strada la prima macchina che si guida da sola. Nel mentre, però, conviene comunque guardare dal buco della serratura dei laboratori di Googleplex per scrutare tutte le tappe di avvicinamento che da qui ai prossimi quattro anni ci condurranno verso la Google-car definitiva.

UN'AUTO SENZA COMANDI
In queste ore, ad esempio, è possibile farsi un’idea più concreta di quello che passa per la testa della grande G attraverso le foto e i video del primo prototipo mostrato dal colosso californiano a pubblico e addetti ai lavori. Si tratta di una piccola utilitaria dall’aspetto piuttosto sgraziato e dalle prestazioni velocistiche a dir poco irrisorie (la velocità massima, per dire, è di 40 km/h) ma questo, per il momento, conta poco. Suscita di certo molto più interesse il fatto che all'interno della futuristica macchina di Google-car non ci siano tre componenti che hanno fatto la storia dell’automobile: il volante, l’acceleratore e il freno.

Al loro posto tutta una serie di sensori - fra cui un "occhio" laser montato sul tetto capace di scansionare in continuo e a 360 gradi l'ambiente circostante - e un sistema software molto sofisticato che provvede ad analizzare in modo molto dettagliato gli input provenienti dalla strada, a incrociarli con il ricco sistema di mappe di Google e tradurre il tutto in istruzioni di guida. 

SOFFICE, PER ATTUTIRE GLI URTI
È il futuro, signori. Piaccia o meno, Google immagina un domani nel quale non ci sarà bisogno di mettersi fisicamente alla guida. Basterà accomodarsi nell'abitacolo e pronunciare il nome della destinazione; al resto ci penserà l'intelligenza artificiale.

Possiamo davvero fidarsi della tecnologia fino a questo punto? La grande G crede di sì e snocciola tutta una serie di dettagli che dovrebbero convincere - il condizionale è d'obbligo - anche gli scettici più accaniti. Ad esempio che le attuali Google car hanno già percorso 700.000 chilometri sul Pianeta (ancorché assistite da piloti) e che in caso di incidente la macchina è in grado di smorzare perentoriamente gli urti grazie a un paraurti realizzato con un materiale schiumoso e a un parabrezza flessibile. E se il sistema di guida automatica dovesse improvvisamente andare in avaria? Google ha pensato anche a questo, creando un set di controllo secondario in grado di attivarsi automaticamente in caso di emergenza.

100 PROTOTIPI SU STRADA NEI PROSSIMI 2 ANNI
Google, lo ricordiamo, non ha alcuna intenzione di vendere la sua soluzione sul mercato quanto piuttosto mostrare ai portatori di interesse (leggasi produttori di auto e affini) cosa è capace di fare. Affinché il progetto diventi credibile, oltre che appetibile, saranno però necessari collaudi molto accurati (i responsabili di Mountain View fanno sapere che 100 esemplari del prototipo verranno messi su strada entro i prossimi due anni) e un adeguamento delle leggi. Il codice della strada non aveva mai preso in considerazione l'ipotesi di un mondo attraversato da auto senza pilota. Almeno fino ad oggi.

 
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