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Foursquare come Facebook, diventerà una piattaforma per app

Il social network geolocalizzato più famoso punta a interconnettere altre applicazioni nel servizio e diventare una sorta di "Facebook della geolocalizzazione". Entro l'autunno arriveranno le Connected App

Foursquare nuovo

– Credits: Foursquare

Bene, pare che a Foursquare abbiano intenzione di occupare il trono della geolocalizzazione ancora a lungo. Non sono bastati i 20 milioni di utenti raccolti e fidelizzati negli ultimi anni, o il record di 2 miliardi di check-in, non è stato nemmeno sufficiente ridisegnare il servizio con la recente introduzione della funzionalità Explore e l’ottimizzazione delle interconnessioni tra contatti, oggi la startup di New York annuncia l’introduzione di una novità che promette di cambiare completamente l’approccio di Foursquare all’utenza: le Connected App.

Diverse applicazioni, come Instagram, Path e Foodspotting, hanno già alcune limitate funzionalità di geolocalizzazione, Foursquare ora punta a interconnettere queste app con le proprie mappe e la propria comunità di utenti. A breve, per dire, sarà possibile geolocalizzare i contenuti postati su Instagram, e ottenere le relative notifiche, direttamente su Foursquare.

Foursquare ha infatti deciso di cominciare il dispendioso processo di trasformazione da geolocal network a piattaforma di lancio per applicazioni terze. Le nuove funzionalità API consenteranno ad alcuni sviluppatori di creare app native all’interno di Foursquare e ad app terze di integrarsi profondamente con il servizio.

Ok, direte voi, e quale utilità avrebbe tutto ciò? Per l’utenza, innanzitutto, significherebbe poter ricevere notifiche in tempo reale nel momento in cui effettuano un check-in (fai check-in all’aeroporto e un’app meteo ti informa del tempo che fa), ma anche poter visualizzare i feed delle app interconnesse senza uscire da Foursquare. Per gli sviluppatori di app geolocalizzate è un modo per rendere la propria applicazione più visibile, per entrare in contatto con un’utenza maggiore (le notizie di un’app appaiono nel feed di Foursquare anche se non l’hai installata) e per calibrare minuziosamente notifiche e raccomandazioni (fai check-in in un ristorante e Foodspotting ti notifica qual’è il piatto più apprezzato).

E Foursquare? Cosa ci guadagna Foursquare? Innanzitutto, se le connected app avranno successo, Foursquare avrà trovato un metodo geniale per moltiplicare il numero di check-in sulla sua piattaforma. Solo qualche settimana fa avevamo parlato di come la startup newyorkese sembrasse volersi allontanare da un business model basato sui check-in per puntare sulla geolocal discovery e sulle raccomandazioni geolocalizzate. Questa mossa va apparentemente a spostare ancora il baricentro verso i check-in. Del resto, l’interconnessione con le altre app è totalmente  basata sui check-in. Quando un utente fa check-in, infatti, si apre una sorta di canale virtuale che consente alle app connesse a Foursquare di conoscere la posizione dell’utente e di piazzare le proprie notifiche o le proprie offerte.

Ma al di là delle considerazioni su geotargeting e check-in, Fousquare sembra puntare a diventare una piattaforma di riferimento per i servizi e le app geolocalizzate, un po’ come Facebook ha già fatto per le social app, prima con l’App Center, poi con Facebook Follow.

Le direzioni parallele imboccate da Facebook e Foursquare non sono certo frutto di una coincidenza, sono piuttosto sintomatiche di una tendenza inevitabile, quella dell’accorpamento di applicazioni puntiformi all’interno di un ecosistema già interconnesso. L’evoluzione da un sistema di app isolate a una Rete di applicazioni è vantaggiosa sia per i singoli sviluppatori (le cui app spesso vengono installate e lasciate dietro le quinte, praticamente inutilizzate) e le reti sociali che “ospitano” le app (che hanno tutto l’interesse a moltiplicare il tempo che gli utenti passano sulla piattaforma e a trovare nuovi sistemi di targeting pubblicitario).

Per ora questa nuova funzionalità è in fase di test e il lancio ufficiale non è previsto prima della fine dell’estate. Una domanda a questo punto è inevitabile: come la prenderà Facebook? E soprattutto: cosa tirerà fuori dal cilindro in questi due mesi?

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