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Perché Ezviz non è (solo) un altro produttore di action cam

Da una costola della cinese Hikvision nasce un brand tutto nuovo. L’obiettivo? Sfondare nel consumer e nell’Universo dell’Internet of Things

Vista da fuori sembrerebbe la solita operazione studiata a tavolino per fare del business con la mano sinistra. Del resto se ti chiami Hikvision e sei il primo produttore al mondo di soluzioni di videosorveglianza, costruire una action cam può essere davvero un gioco da ragazzi.

Le cose, però, non stanno proprio così. In primo luogo perché il settore delle fotocamere “estreme” - per quanto giovane e fresco - è già ben presidiato, con alcuni marchi a fare la voce grossa, anzei grossissima. In secondo luogo perché le ambizioni di Hikvision vanno ben oltre la volontà di ritagliarsi un posto al sole nel pur promettente mercato della fotografia d’azione.

 

A spiegarci come stanno davvero le cose è Massimiliano Troilo, Marketing Director Europe di Ezviz, lo spin-off di Hikvision che da oggi rappresenta anche in Italia il marchio cinese nel settore consumer: "Gli ultimi dati confermano che Hikvision è il marchio di riferimento nel settore della videosorveglianza, con il 16,3% di market share mondiale e 2.8 miliardi di fatturato. Con la nascita di Ezviz l’obiettivo è ora quello di fare breccia nel mercato consumer, conquistando il segmento dell’Internet of Things. È una sfida ambiziosa - ammette Troilo - ma l’esperienza che abbiamo maturato nella tecnologia video ci consente di lanciare un nuovo brand che irromperà sul mercato dell’elettronica di consumo in modo aggressivo e con prodotti eccellenti”.

Ezviz, in pratica, punta a diventare l’avamposto di Hikvision per tutto ciò che non è strettamente B2B: action cam, quindi, ma anche sistemi di antifurto Wi-Fi, telecamere IP, sensori di rilevamento del fumo e altre soluzioni per la casa intelligente.

Sul piatto non ci sarà solo l’expertise maturato nel campo della videosorveglianza ma anche personale (200 degli oltre 4800 ingegneri impegnati in Cina nel reparto R&D verranno dirottati nel nuovo brand) e ovviamente capitali, indispensabili soprattutto in questa prima fase per dare visibilità a un marchio sconosciuto ai più. Ma del quale, probabilmente, sentiremo ancora parlare.

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