È un enorme open space, dal soffitto non scende che poca luce, l’ambiente è suddiviso in settori sbalzati su diversi livelli, sul primo ci sono luminosi banchi di frutta e verdura, succhi vari e bottiglie di vino, sopra ogni banco ci sono schermi LED con la descrizione di ogni prodotto. A una prima occhiata sembra un concept futuristico ideato da un architetto in cerca di fama, ma basta avvicinarsi a uno dei tavoli espositivi, afferrare una mela e lo schermo sopra il banco si anima, mostrandoti provenienza, apporto nutritivo e impatto ambientale del prodotto che hai stretto in mano; solo a quel punto capisci perché lo hanno chiamato Supermercato Del Futuro.

Siamo nel cuore di EXPO 2015, in un padiglione laterale denominato Future Food District. È qui che sorge quello che Coop ha battezzato Supermercato del Futuro. Il progetto, sviluppato in collaborazione con il Mit senseable city lab di Boston, la Carlo Ratti associati, Accenture e Avanade, è di fatto il tentativo di immaginare quale tipo di esperienza potrebbe offrire un supermercato in un panorama tecnologico in cui il consumatore sarà abituato a valutare i propri acquisti sulla base di un corredo di informazioni sempre più ampio.

L’idea è quella di fare in modo che il supermercato torni ad essere un luogo che promuova l’interazione sociale” spiega Gabriele Tubertini, CIO di Coop Italia “Un po’ come accadeva negli antichi mercati.

In effetti, la prima cosa che si nota entrando è che, a differenza di qualsiasi supermercato, gli scaffali sono sostituiti da banconi espositivi, ognuno corredato da due schermi inclinati verso il cliente, chiamati “vele”.

La scelta di posizionare il magazzino a piano terra e il supermercato vero e proprio su un piano rialzato," continua Tubertini "risponde alla necessità di effettuare un ricambio più rapido della merce, utilizzando un montacarichi per fare arrivare i prodotti quando servono, e mantenere così un numero minore di scorte sugli espositori.”

Ma la vera novità tecnologica non riguarda tanto l’esposizione dei prodotti quanto le sopracitate “vele”. Avvicinandosi a questi schermi, infatti, si può notare, incastonata nella scocca, l’inconfondibile X che si trova su tante Xbox. Questo perché ognuno di quegli schermi è accoppiato a un sistema Kinect che, quando un cliente è davanti a un bancone, studia i suoi movimenti per capire quale prodotto stia osservando. Indicando una confezione, una bottiglia, un pezzo di verdura, e il sistema manda a schermo una serie di slide animate che spiegano al consumatore i diversi dettagli del prodotto. Gli scaffali non sono scomparsi del tutto, lungo alcune pareti ci sono quelli refrigerati. In questo caso niente Kinect, solo uno schermo touch interattivo a lato.

Uno degli obiettivi degli ideatori è di far sì che, in un futuro non specificato, supermercati di questo tipo siano parzialmente robotizzati, almeno per quanto riguarda l'approvvigionamento delle scorte. In effetti, nel padiglione erano anche presenti bracci robotici funzionanti, che erano in grado di maneggiare frutta e confezionarla, ma avevano uno scopo puramente dimostrativo.

Non è dato sapere quando (e se) un supermercato di questo tipo vedrà la luce al di fuori di un'esposizione universale, dopotutto, con i suoi 200 Kinect, richederebbe un investimento iniziale non da poco. Nonostante ciò, il Supermercato del Futuro introduce alcune idee che potrebbero, se non attecchire, quantomeno influenzare lo sviluppo dei futuri supermercati.

Esiste infatti un problema fondamentale, che le aziende di retail si trovano ad affrontare: la crescita e la differenziazione dei vari store online. I tavoli interattivi, le etichette aumentate, gli schermi informativi ubiqui, l'approvvigionamento automatizzato delle scorte, possono risultare utili ad attrarre clienti che, di qui ai prossimi anni, tenderanno a effettuare una porzione sempre più ingente dei propri acquisti su internet.

Se si pensa che Amazon sta lavorando per rendere ancora più veloce il proprio servizio Amazon Fresh, introducendo le consegne di prodotti alimentari porta per porta entro un'ora dall'ordine, diventa chiaro perché i supermercati come li conosciamo oggi siano destinati a tramontare, è perché sia necessario ripensare integralmente il concetto stesso di supermercato.


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