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Ecco perché Google vuole le guide turistiche di Frommer's

L'acquisizione di Frommer's servirà a potenziare i contenuti geolocalizzati, ma a Google servono anche contenuti professionali per battere Siri

Google Frommer's

– Credits: Google

Quando sei una compagnia danarosa e omnicomprensiva come Google, abituata a spaccare il dindarolo a ogni spron battuto, tra un’acquisizione e l’altra ti può capitare di rilevare qualcosa di totalmente insolito. Ad esempio, una compagnia che da 55 anni pubblica guide turistiche cartacee. Ieri, la storica Frommer’s ha annunciato che l’intera azienda comincerà presto a ruotare nell’orbita di Mountain View.

Secondo il New York Times l’accordo sarebbe stato stipulato per la cifra di 23 milioni di dollari (noccioline, per Google). Una mossa che potrebbe lasciare sorpresi, se solo non andasse a inserirsi in un solco che Google ha marcato da tempo, prima con l’acquisizione di ITA Software (700 milioni), compagnia specializzata in flight search, e più recentemente di Zagat (150 milioni), il servizio di recensioni per ristoranti i cui risultati sono ora integrati in Google+.

Al momento, il catalogo Frommer’s conta 300 guide cartacee, la collana ha inoltre un sito dove è possibile trovare contenuti digitali gratuiti e una limitata serie di titoli adattati per la vendita in formato e-book. L’eventualità che Google abbia deciso di cimentarsi nella vendita di guide turistiche è fuori discussione, la cosa più probabile è che i contenuti di Frommer’s (così come i suoi redattori) vengano riciclati per potenziare Google Maps e Google+ Local, un po’ come è successo con Zagat.

Nel confermare l’intenzione di acquisire Frommer’s, Google non ha fatto mistero della possibilità che i contenuti delle guide vengano combinati con quelli di altri servizi non-professionali (Zagat, appunto). L’obbiettivo è chiaro: fornire sia a turisti che abitanti del posto informazioni utili sui luoghi che li circondano. Come dimostrano le mosse di altri servizi, come Foursquare e Gtrot , una delle tendenze maggiori in ambito turistico è la local discovery. In parole povere: quando si trovano a viaggiare in città sconosciute, le persone tendono a dribblare i locali e le destinazioni più turistiche, nel tentativo di scovare i luoghi più gettonati dalla cittadinanza locale.

C’è chi però nella mossa di Google intravede anche un altro obbiettivo: anticipare le mosse di Apple per battere Siri. Le informazioni geolocalizzate sono tra quelle più ricercate da chi utilizza personal assistant come Siri (o come la ricerca vocale di Google ). Appropriandosi del bagaglio di Frommer’s, Google può fornire all’utenza contenuti prodotti da professionisti del settore e combinarli con i voti e le recensioni degli utenti Zagat. Questo significa un servizio più esaustivo per gli utenti e, di conseguenza, una maggiore possibilità di piazzare pubblicità mirata e geolocalizzata.

L’acquisizione sembra dunque data per completata, ma tra Google e Frommer’s minaccia di frapporsi uno storico nemico di Google: l’Antitrust. Due associazioni dei consumatori, Consumer Watchdog e FairSearch, hanno infatti chiesto che l’acquisizione di Frommer’s venga bloccata. “Esiste un conflitto inevitabile nell’essere contemporaneamente un search providere e un content provider” ha dichiarato John M. Simpson, Privacy Project Director di Consumer Watchdog “Ogni volta che Google aumenta i suoi contenuti e i suoi servizi, li favorisce nei risultati di ricerca, danneggiando così gli altri competitor.

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