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L'ascesa dei droni, i dominatori volanti del 2015

Da giocattoli evoluti per tutte le età a protagonisti degli spazi aerei cittadini. Per consegne a domicilio espresse, in arrivo dal cielo

Con il sottosuolo ridotto a una ragnatela di tubi, cavi e gallerie e la superficie ostaggio di pedoni, cemento e motori, non rimane che uno spazio libero: quel pezzo di cielo troppo basso per gli aerei. Uccelli e aquiloni a parte, è il territorio dei droni, i protagonisti volanti del 2015, i campioni totali di uno scenario da intuire con il naso all’insù: mai come negli ultimi dodici mesi hanno mostrato il loro potenziale, hanno suggerito al mondo quanto saranno sospesi sulle nostre vite, quanto (tanto) entreranno a far parte della geografia delle nostre città.

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Usi militari a parte, agitano un mercato che vale un miliardo e mezzo di dollari, che raddoppierà entro il 2020 e comprende innanzitutto i piccoli velivoli per uso professionale, già impiegati nel monitoraggio dei terreni coltivati, nella sorveglianza di complessi industriali ed edifici, nelle riprese per il cinema e la tv: l’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, ne censisce oggi in Italia circa 1.200.

Ancora pochi, ma un altro dato suggerisce quanto il boom sia all’orizzonte: solo nel Bel Paese sono 600 le aziende specializzate nella loro produzione.

Tante nate durante il 2015 e pronte ad affiancare le loro proposte ai modelli targati Parrot, Dji e altri colossi internazionali, destinati a un pubblico di massa. Perché la forza dei droni risiede anche nel loro essere giocattoli evoluti e ipnotici, oggetti del desiderio per ragazzi e adulti senza particolari barriere all’ingresso: si guidano in modo intuitivo tramite lo smartphone e il tablet, scattano foto e registrano video da prospettive un tempo impensabili, stravolgono il modo di raccontare una festa o soltanto un pomeriggio con gli amici, rendendo noioso il più avvincente dei videogame.

Sul mercato le alternative abbondano e sono ormai per tutte le tasche, un po’ com’è avvenuto in passato con i pc. Il paragone non è casuale: «Stiamo vivendo un momento cruciale.

Quello in cui una tecnologia militare diventa disponibile per la gente comune» spiega a Panorama Chris Anderson, ex direttore della rivista americana Wired e numero uno della 3D Robotics, una delle principali società mondiali specializzate nella costruzione di questi dispositivi volanti. «È già successo con i computer o con internet» aggiunge «e sappiamo quanto è stato decisivo».

«Stiamo vivendo un momento cruciale. Quello in cui una tecnologia militare diventa disponibile per la gente comune»

C’è di più: mentre i quadricotteri di ogni taglia si diffondono dentro case, parchi e giardini, nel 2015 sono iniziate le prove generali del loro atterraggio di fronte a porte e finestre per recapitare pacchi e spesa: poche settimane fa Amazon ha diffuso un video in cui mostra una consegna sperimentale in meno di 30 minuti dall’ordine, la catena di supermercati americana Walmart ha chiesto il permesso per effettuare i primi test, Google promette di partire entro il 2017, mentre Uber, che all’estero è specializzato anche nel recapitare cibo, quest’estate ha utilizzato i robot volanti per servire gelato fresco ai passeggeri delle barche nella marina di Singapore.

È l’antipasto, o meglio il dessert, di un domani non troppo lontano in cui un drone porterà a domicilio di tutto, a cominciare da una pizza fumante appena sfornata.

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