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Viva l'hitech ultrapiatto

Spessore zero. Nella tecnologia (e anche nell’alta orologeria), le prestazioni sono importanti. Ma i millimetri ancora di più

Tendenza all'ultrapiatto nei dispositivi elettronici – Credits: Getty

A spargere i semi nel campo avido di novità della tecnologia è stato Phil Schiller, vicepresidente della Apple. È il 12 settembre del 2012: dal palco in penombra dello Yerba Buena Center di San Francisco sta mostrando al mondo l’attesissimo iPhone 5. Non parla di prestazioni, non elenca noiosi od oscuri tecnicismi: dice subito che l’ultimo melafonino è spesso appena 7,6 millimetri, il 18 per cento in meno della generazione precedente. Lo schermo ha guadagnato mezzo pollice e la linea, in compenso, si è snellita.

Dai dispositivi mobili la tendenza all’ultrapiatto conquista televisori, diffusori e accessori. Diventa abitudine. Contagio. Oggi siamo tutti tirchi con lo spazio, spietati con i grammi di troppo, a casa come in tasca: non ci basta più un design riuscito, squadrato o lievemente tondeggiante; lo esigiamo sottile, tendente a zero. Non per capriccio, ma per ragioni di grazia, di stile: un citofono della scorsa era geologica dei cellulari ha un appeal nullo rispetto a uno smartphone che cova la tentazione di scomparire. Ecco allora che battere Apple non è un tabù, anzi, la dieta di metallo o plastica accarezza l’estremo: l’Alcatel OneTouch Idol 2 scende a 7,3 millimetri, l’Ascend P6 di Huawei a 6,18; una compagnia cinese, la Gionee, osa arrivare a 5,55. Stessa magrezza tra i tablet: l’ultimo nato in casa Sony, lo Xperia Z2, arriva a 6,4 millimetri.

L’iPad Air "ben" 7,5. Sgambetti da microscopio, che spingeranno l’azienda fondata da Steve Jobs al contrattacco: voci sussurrano che l’iPhone 6 avrà uno spessore di addirittura tre millimetri. Come di due monete da cinque centesimi una sopra l’altra. Come una sorsata d’acqua in un bicchiere. Follia, forse. O forse no. Complici chip microscopici e potenti, nell’hi-tech la regola ora è drenare, asciugare, stringere. Nei televisori, per esempio, il tutto piatto che ha pensionato il tubo catodico è già andato fuori moda: si va verso gli schermi curvi, dall’ingombro paragonabile a un foglio di carta, come l’Oled di LG. Nei computer portatili, lo standard si chiama Ultrabook: famiglia di personal computer dal peso piuma, come l’Aspire S7 di Acer (12,9 millimetri) con display touch.

Nei diffusori, infine, la musica arriva in streaming direttamente da smartphone e compagnia wireless, dunque non occorrono più bocche per i cd e nemmeno sintonizzatori radio: via il superfluo, largo allo stretto. E anche cuffie e casse di design si allineano alla tendenza. Nella grande guerra allo spessore, a quanto pare, gli unici sconfitti sono i millimetri.

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