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Disney ha inventato il tatto virtuale

Disney lavora a REVEL, una tecnologia che consentirà di alterare la percezione tattile delle superfici, e che potrà essere utilizzata per aggiungere una dimensione tattile ai film, ma anche per aiutare le persone non vedenti

Revel Disney

– Credits: DisneyResearchHub

Hai indosso un paio di occhiali per la realtà aumentata, sei in una delle tante anonime strade che sezionano la tua anonima città, sul marciapiede le persone sfrecciano nervose, tu invece sei fermo, gli occhi puntati all'angolo con cui una parete tocca l’asfalto sconnesso, in attesa. Dopo qualche secondo, da una crepa vedi spuntare un germoglio, nel giro di pochi secondi lo guardi crescere sulla parete, ispessirsi, snodarsi fino a trasformarsi in un enorme albero viola che solletica il cielo. Non ti stupisci più di tanto, alla fine stai indossando occhiali per la realtà aumentata. La sorpresa arriva quando allunghi una mano per toccare la corteccia viola dell’albero virtuale e scopri che l’albero c’è. O almeno, le tue dita possono toccarlo e riconoscerne la superficie ruvida.

Nel 1932, Aldous Huxley aveva già immaginato qualcosa di molto simile. Nel suo Il Mondo Nuovo, la gente andava al cinema a vedere i Feelies (una derivazione dei Talkies, come venivano chiamati i primi film con il sonoro), degli speciali film che fornivano allo spettatore un’esperienza tattile. Ottant’anni dopo, nei laboratori di ricerca Disney, a Pittsburg, ci stanno lavorando sul serio.

Il colpo di genio di Disney si chiama Reverse Electrovibration (REVEL), si tratta un dispositivo indossabile che immette nel corpo dell’utente un’impercettibile segnale elettrico che crea un campo elettrico oscillante attorno alla pelle del soggetto. Quando questo soggetto tocca (con un dito, ad esempio) un oggetto che sia stato ricoperto da un elettrodo e da un materiale isolante, si viene a creare una differenza di potenziale e una conseguente forza elettrostatica capace di modulare la frizione percepita dal dito che scorre sulla superficie. Variando la frequenza e l’ampiezza del segnale è possibile ottenere diversi effetti tattili. REVEL non deve essere necessariamente indossato, può essere posizionato in una sedia, nel manico di un ombrello o anche nel tacco della scarpa, l’importante è che sia l’oggetto che la persona abbiano un collegamento a terra.
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Le applicazioni di questa tecnologia sono molteplici, dal momento che rende possibile modificare la percezione tattile di qualsiasi oggetto o superficie (esseri umani compresi), e sicuramente, Disney ha già in mente diverse applicazioni nel campo dell’intrattenimento. “L’elemento visivo e quello sonoro sono importanti, ma noi crediamo che l’aggiunta del tatto possa creare un’esperienza unica e magicaspiega Olivier Bau, responsabile del progetto REVEL “Invece di fare in modo che gli oggetti e i dispositivi simulino un effetto tattile, vogliamo cambiare il modo in cui le persone percepiscono il mondo reale. Stiamo alterando la percezione umana, mentre il resto del mondo rimane passiva.

Rivoluzioni sensoriali a parte, REVEL potrebbe rivelarsi enormemente utile anche in altri campi, come ad esempio lo sviluppo di nuove strumentazioni per aiutare le persone non vedenti. Nei luoghi pubblici, ad esempio, sarebbe possibile tappezzare le pareti di linee guida dotate di un differente pattern tattile per indicare alla persona non vedente quale direzione prendere.

REVEL non è l’unica meraviglia in fase di incubazione nei laboratori della Disney Research. A maggio, l’azienda americana aveva presentato Touché , una tecnologia che consente di trasformare qualunque superficie in un touchscreen e di stabilire non solo se un utente stia toccando una superficie (ad esempio il pomello di una porta), ma anche come (la sta toccando, sfiorando, oppure afferrando).

Ieri, Disney ha tirato fuori dal cappello un’altra tecnologia sorprendente. Si chiama Botanicus Interactus, è consente, attraverso l’introduzione di un elettrodo nel vaso di una pianta, di trasformare la stessa in un sensore multitouch e, tra le altre cose, di usarla come uno strumento musicale (guardare per credere).

A giudicare dalla quantità di progetti che vengono seguiti a Pittsburgh, pare proprio che nei prossimi anni, i colossi dell'hi-tech che oggi sono impegnati nello sviluppo delle interfacce del futuro, come Apple e Microsoft, dovranno vedersela con un competitor piuttosto inatteso, e conosciuto soprattutto per i cartoni animati. Almeno, fino ad oggi.

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