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Deezer Elite, la nostra prova su Sonos Play:3

Abbiamo testato il nuovo servizio di streaming in alta definizione della casa francese, da oggi disponibile anche in Italia

L’Mp3, bisogna ammetterlo, è stata una delle più grandi invenzioni del secolo scorso. Se in meno di vent’anni abbiamo svuotato scaffali stracolmi di cassette e CD per passare a un modello di fruizione molto più snello, basato sul download o sullo streaming di canzoni direttamente da Web, lo dobbiamo soprattutto a chi, a metà degli anni Novanta, ha creduto nei vantaggi della musica in formato compresso.

C’è però un aspetto che ridimensiona in parte i meriti del più noto fra gli standard audio digitali. Per quanto leggero e pratico da gestire, l’Mp3 offre un livello qualitativo che non è eccelso. Riducendo la quantità di dati necessari per memorizzare una traccia, infatti, l’Mp3 finisce inevitabilmente per alterarne (in peggio) la resa sonora, che in alcuni casi risulta essere molto inferiore a quella di un CD.

Questo compromesso, accettabile fino a qualche anno fa quando i limiti della banda larga e quelli relativi alla capacità di archiviazione dei dispositivi sembravano insormontabili, ora comincia a stare un po’ stretto, soprattutto agli appassionati di musica con la A maiuscola. Da qui l’interesse verso i cosiddetti “lossless”, formati la cui qualità può essere tranquillamente assimilata a quella di un CD, in virtù di un processo di codifica molto più accurato. Il più celebre fra questi è senza dubbio il FLAC - acronimo che sta per Free Lossless Audio Codec - uno standard che sulla carta vanta una resa sonora cinque volte più alta rispetto a quella di un normale Mp3

FLAC 3

Il FLAC è fra le altre cose il formato alla base di Deezer Elite, il primo servizio di streaming in alta definizione della casa francese, da ieri disponibile in Italia al prezzo di 14,99 al mese o 120 euro l’anno. Panorama.it ha avuto la possibilità di provarlo in anteprima su un sistema Hi-Fi Sonos Play:3 e di ricavarne alcune impressioni.

Cos’è
Deezer Elite è un’offerta di streaming al momento disponibile in esclusiva solo per clienti Sonos che permette di ascoltare tracce musicali in formato FLAC (1.411 Kbps) su PC/Mac, cellulare e tablet. Il catalogo del servizio comprende al momento circa 35 milioni di brani in alta definizione, praticamente tutto lo scibile della storia della musica dalla notte dei tempi ad oggi. Come già per Deezer Preemium+, anche la versione Elite dispone di un software compatibile con tutti i sistemi operativi di largo consumo (iOS, Android, Windows Phone e BlackBerry) e capace di integrarsi con l'app per il controllo del multiroom. Significa che è possibile accedere a tutte le principali funzioni del servizio (Ricerca semplice, Flow, Ascolta qui, Esplora, Top Ascolti, Canali Radio e Biblioteca) direttamente dall’interfaccia Sonos, senza cioè uscire dall’applicazione.

 

Come si sente
Ma, specifiche a parte, come si comporta Deezer Elite alla prova d’ascolto? Dopo aver effettuato un po’ di confronti incrociati ci sentiamo di alzare il pollice all’insù senza troppi indugi: il miglioramento rispetto a un normale Mp3 si sente eccome, anche per un orecchio non allenato. Sono soprattutto le frequenze agli estremi che sembrano beneficiare maggiormente delle doti del formato lossless: il suono del Flac appare meno ovattato, più frizzante sugli alti e più robusto sui bassi, in una parola più avvolgente. Anche il confronto con i CD originali è confortante. A parte una gamma dinamica sui bassi per il momento inarrivabile per qualsiasi standard compresso, i file in formato FLAC è pressoché indistinguibile dal suo correspettivo formato nativo. L’ascolto di Before these crowded street della Dave Matthews Band è la cartina al tornasole che aspettavamo: tutta la pulizia sonora del CD originale la ritroviamo qui, intatta. Per la prima volta un servizio di streaming sembra rendere merito agli artisti che si mettono in sala di registrazione curando ogni minimo dettaglio.

Alzate il volume
Ci sono altri due aspetti che meritano di essere sottolineati. Il primo ha a che vedere - o, meglio, sentire - con la capacità del sistema (inteso nella sua globalità, hardware più file audio) di reggere i decibel. Ascoltando una traccia FLAC su un sistema multiroom Sonos, si ha come l’impressione che il suono sia meno impastato dei classici Mp3, soprattutto a volumi sostenuti. È come se il formato lossless avesse qualche “cavallo” in più da spendere rispetto alle normali tracce compresse. Detta in parole povere, vien voglia di pigiare sull’acceleratore, di salire di tacca senza timore.
Ma ciò che colpisce di più è forse l’ampiezza spaziale del suono riprodotto in questo formato. Ce ne si accorge soprattutto ascoltando un brano acustico a occhi chiusi: la sensazione di tridimensionalità è evidente; voce, piano e chitarra sembrano disposti in punti diversi della stanza, ognuno con il suo spazio vitale e la sua distanza dall’ascoltatore.

Conclusioni
Il paragone sorge spontaneo: la musica in formato FLAC sta all’audio come una trasmissione in Full HD sta al video. Meglio che lo sappiate, dunque: una volta provato un servizio come Deezer Elite farete molta fatica a tornare indietro. Va detto, però, che uno streaming di questo livello ha senso solo se si dispone di un impianto stereo di buona qualità. In questo senso la scelta di Deezer di stringere una partnership con un produttore hardware di alto livello, qual è appunto Sonos, ci sembra piuttosto azzeccata. Sarà pur vero che chi si accontenta gode, ma questo è un boccone per palati fini, ascoltatori poco propensi al compromesso. L’alta definizione ascoltata su un impianto da quattro soldi o, peggio ancora, dagli altoparlanti di un PC, è un vero e proprio nonsense. Come si dice in questi casi, il pane non basta, servono anche i denti.

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