spot dog google
Mytech

Cosa succede quando un cane robot ne incontra uno vero

Nel parcheggio di Google a Mountain View va in scena un simpatico siparietto tra una macchina intelligente e un terrier. Ecco come va a finire

Che i robot siano il futuro dell’umanità è chiaro. A differenza di chi vede nella tecnologia nascente una sorta di minaccia in stile Terminator, Google ci crede e da tempo ha affidato alla controllata Boston Dynamics il compito di avvicinare sempre di più le macchine all’uomo, soprattutto nelle sembianze.

Uno dei risultati della compagnia, già al fianco del Darpa, agenzia specializzata della Difesa statunitense, è Spot, un quadrupede comandato con una sorta di gamepad fino alla distanza di 500 metri. Nei mesi scorsi è stato “arruolato” tra le fila della marina USA per vari test, in primis la ricerca e la ricognizione dei nemici. 

Se a qualcuno non va proprio giù l’idea che un automa come Spot possa diventare parte integrante della società futura, i suoi vicini più prossimi, gli animali a quattro zampe, sembrano essere ancora più spaventati. Il 29 febbraio Steve Jurvetson, membro di DFJ, un team composto da membri di aziende quali Twitter, Skype, Tesla, Space X, ha postato su YouTube un video in cui Spot è alle prese con Cosmo, quello che pare essere il terrier di Andy Rubin, co-fondatore di Android e, per circa un anno, a capo dei progetti robotici di Google (attuale Alphabet).

Il modello di robot mostrato in video è l’unico nelle mani di civili, tutti gli altri sono infatti sotto la tutela dei diversi dipartimenti dell’esercito USA che, con risultati altalenanti, ne testa l’effettiva utilità sul campo. Spot, come gli altri robot dalle sembianze animalesce (tra cui Alpha Dog che a dispetto del nome sembra più un bue) ha il difetto di non poter godere di un alto grado di autonomia. Ciò ne limita l’utilizzo nel tempo e su terreni di battaglia o simulazione ridotti.

Diverso il discorso per Atlas, l’umanoide che rappresenta lo stato dell’arte hi-tech nato dal connubio Google/Boston Dynamics. Il modello più recente, oltre ad essere più alto e leggero, integra una batteria che lo affranca da quel cavo, metaforico cordone ombelicale, a cui era connesso durante le ultime uscite tra i sentieri di una foresta americana e che li forniva l’energia sufficiente per camminare, saltare ed evitare ostacoli.

© Riproduzione Riservata

Commenti