Chiesa: “Lo spionaggio non riguarda solo gli USA”

Alla notizia di Boundless Informant, il Google Maps della NSA, il mondo della IT Security si è sentito meno sicuro. Il motivo è che, nonostante si facciano battaglie contro i big di internet per bloccare specifici controlli e monitoraggi …Leggi tutto

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Alla notizia di Boundless Informant, il Google Maps della NSA, il mondo della IT Security si è sentito meno sicuro. Il motivo è che, nonostante si facciano battaglie contro i big di internet per bloccare specifici controlli e monitoraggi sulla privacy delle persone, ci sono organismi che se ne fregano operando alle spalle di comuni cittadini, con la “scusante” della sicurezza nazionale.

E’ questo il prezzo da pagare per cercare di debellare celle terroristiche e pericoli imminenti?

Ho contattato personalmente Raoul Chiesa per sapere, da chi  vive nel mondo della sicurezza informatica da anni, cosa ne pensa della “speciale” visione strategica del web da parte degli USA.

“Non mi stupisce la notizia emersa nelle ultime ore in merito alle attività di dossieraggio telefonico e digitale della NSA. Quello che può lasciami imbarazzato è il fatto che, come sempre quando si parla degli USA, ciò avvenga anche in altre nazioni, Italia inclusa, in barba alle norme sulla privacy, sulla riservatezza del traffico telefonico e così via. Importante evidenziare come io stia parlando di “tabulati” quindi di “chi chiama chi” e non “cosa si dice il Sig. Rossi con il Sig. Bianchi”. 

Come appare infatti dalle mappe della NSA, anche l’Italia è nella cerchia dei paesi controllati al livello più basso e cioè il “verde”. Questo vuol dire che un minimo di controllo c’è, tale da poter considerare il paese relativamente sicuro per quanto riguarda l’allerta terroristica o comunque criminale di un certo livello.

Raoul “Nobody” Chiesa, primo ethical hacker italiano, Presidente di Security Brokers ed advisor sul cybercrime presso l’agenzia UNICRI delle Nazioni Unite.

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