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È morto Douglas Engelbart, l'inventore del mouse (e molto altro)

Si è spento all'età di 88 anni. È stato uno dei pionieri nello studio delle interfacce grafiche e dei sistemi per la video-conferenza

– Credits: Wikipedia

Se oggi usate un mouse, gli hyperlink, un programma di video-conferenza, un processore word, un'interfaccia a finestre multiple, un sistema per condividere documenti e database, un motore di ricerca per parole chiave o un client di istant messaging, dovete ringraziare Douglas Engelbart, uno dei più grandi inventori dei nostri tempi.

Engelbart si è spento la scorsa notte all'età di 88 anni lasciandoci una grandissima eredità in materia di scoperte informatiche: oggetti, applicazioni, software di larghissimo consumo benché non sempre facili da intuire.

A differenza di Steve Jobs, altro grande visionario delle tecnologie dell'era moderna, Engelbart non era ossessionato dal concetto di semplicità d'uso. Americano di origini scandinave, con una laurea in ingegneria elettronica presso l'Università dell'Oregon, Engelbart pensava che ogni invenzione dovesse essere innanzitutto potente per poter essere compresa.

Fu proprio con questa visione che nel 1968 presentò al mondo la prima - a dir poco avveniristica – sala conferenze. "Un centro ricerca per aumentare le capacità intellettive dell'uomo", così la definì Engelbart in quella che passò alla storia come la madre di tutte le demo. 

In un epoca a dir poco non sospetta (il personal computer sarebbe arrivato solo una decina di anni dopo), Engelbart aveva compreso la portata delle tecnologie informatiche a livello di interazione, condivisione e collaborazione fra utenti. Non a caso trascorse buona parte della sua vita sullo studio delle interfacce grafiche: la parola “window”, per dire, compare in ben 45 dei suoi brevetti.

Ma il suo capolavoro resta senza dubbio il mouse, un oggetto che ha stravolto il modo di utilizzare i PC, rendendoli, ancor di più, alla portata delle masse. Engelbart ebbe la primissima intuizione nel 1964 [tutta la storia del mouse] . Da allora sono passati quasi 50 anni. Nel frattempo sono arrivati i PC, Internet, i tablet le interfacce touch e molto altro ancora; ma quel puntatore a forma di "topo" resta ancora lì, ben piantato sulle scrivanie di mezzo mondo.

 
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