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Casa

SONOS Trueplay, come intonare un'intera stanza

Abbiamo provato in anteprima il sistema trueplay, che consente di trasfomare qualsiasi stanza in un ambiente acustico perfettamente calibrato

Tiene in mano uno smartphone e lo muove su e giù, spostandosi per la stanza come un imbianchino alle prese con un muro invisibile. L'operazione dura quasi un minuto, la persona spennella a mezz'aria mentre nella stanza rimbalza un suono acuto e pulsante. A un primo sguardo sembra di vedere un rabdomante in acido, in realtà è più probabile che si tratti di una persona alle prese con la calibrazione del nuovo sistema Trueplay di SONOS.

Negli ultimi anni, l'azienda di Santa Barbara si è posta come missione quella di rivoluzionare il mondo dell'home-listening; in parte ci è riuscita, sviluppando degli speaker wireless ottimizzati per lo streaming da piattaforme musicali come Spotify e Deezer, e un'applicazione dedicata che consentisse di gestire gli speaker nelle diverse stanze della casa per creare un'esperienza sonora omogenea.

Oggi, SONOS si prepara a lanciare la sua sfida più grande, lanciando un nuovo software per automatizzare la calibrazione acustica dell'ambiente domestico: il sistema Trueplay, appunto.

Sostanzialmente, Trueplay utilizza il microfono del tuo dispositivo mobile per monitorare come il suono di prova venga modificato dagli oggetti presenti nella stanza.” spiega un portavoce del team SONOS “Si tratta di un suono pulsante, che passa velocemente e ritmicamente dalle frequenze basse a quelle alte. Muovendo lo smartphone per la stanza, l'utente consente al software di capire come il suono viene influenzato dall'ambiente circostante, consentendo di modificare l'output così che possa essere ascoltato nella sua massima qualità in qualsiasi punto della stanza."

Sono in uno degli uffici della sede SONOS di Santa Barbara, Trueplay non è ancora stato annunciato e prima di prendere posto sulla poltrona ancora non ho ben capito di cosa si tratti. Una cosa però mi è chiara fin da subito, in tutto l'ambiente non ho ancora visto un solo speaker SONOS. Mi mettono in mano un iPad e mi chiedono di scegliere una canzone qualsiasi. Ne scelgo una abbastanza complessa e stratificata – Cicatriz ESP dei Mars Volta –, la canzone parte ma il suono è incredibilmente ovattato, quasi uscisse da un tombino pieno di cotone idrofilo.

Mi dicono di attivare il sistema Trueplay e le frequenze tornano al proprio posto, il suono è cristallino, ogni dettaglio emerge senza sgomitare, l'intrico strumentale dei Mars Volta mi appare per la prima volta sbrogliato in una matassa ordinata. A questo punto mi chiedono cosa ne pensi: io dico che con Trueplay si sente molto bene, ma che non capisco come mai prima il suono fosse tanto scarso. A quel punto uno dei presenti si alza e raggiunge la tenda alle mie spalle, un velluto spesso e ondulato, la scosta e mi mostra uno speaker Play:1. Mi spiega che al primo ascolto il tessuto della tenda bloccava le frequenze alte creando un effetto imbuto, utilizzando la calibrazione Trueplay il problema è stato bypassato.

“Il nostro obiettivo è di migliorare l’esperienza musicale tra le mura domestiche, tenendo conto delle stanze acusticamente ostili." spiega Giles Martin, produttore, compositore e Sound Leader Sonos. " La regolazione in base alla stanza costituisce il primo miglioramento software in grado di ottimizzare e personalizzare l’esperienza d’ascolto per gli utenti, offrendo agli artisti una nuova dimensione creativa”. 

Trueplay sarà inizialmente disponibile per dispositivi iOS su smart speaker SONOS Play:1, Play:3 e per il nuovo Play:5, e se c'è un prodotto che potrebbe consentire a SONOS di sbriciolare la concorrenza in fatto di home-listening, è proprio questo. Oltre a garantire un'esperienza di ascolto omogenea nell'ambiente domestico, questo algoritmo permette potenzialmente di incastrare speaker in luoghi altrimenti sconvenienti, ricavando spazio e, volendo, rendendoli invisibili.

Certo, Trueplay è un'idea azzeccata, ma le pareti del fallimento sono stipate di prodotti potenzialmente rivoluzionari. La vera sfida di SONOS, in questo senso, non sarà tanto dimostrare agli utenti che Trueplay funziona, quanto convincerli che la loro esperienza sonora necessiti un salto di qualità. Magari, prima che altri arrivino a copiare l'idea.

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