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Parla il papà di Roomba: vi svelo i robot del futuro

iRobot, la società che ha creato il famoso aspirapolvere-robot promette di stupirci ancora. L’intervista al suo fondatore, Colin Angle

Per molti è lo Steve Jobs della tecnologia in formato casalingo. Colin Angle è il papà di Roomba e di tutti gli altri robot che negli ultimi anni stanno invadendo le nostre case per liberarci dalle faccende domestiche. Un personaggio visionario, proprio come il compianto fondatore di Apple, ma anche molto concreto: il suo motto è non a caso "useful, not cute", quasi a sottolineare che dalla sua azienda non escono robottini che scimmiottano gesti e sembianze umane, ma oggetti utili.

A tre anni dal nostro primo incontro a New York , abbiamo avuto il piacere di rincontrarlo a Milano in occasione della presentazione del nuovo robot Braava e di tutta l’attuale linea iRobot distribuita da Nital. Un’occasione per fare il punto sulle tecnologie attuali e, soprattutto, su quelle che verranno.

Tutti conoscono iRobot per il Roomba, in pochi sanno che esiste un’altra divisione dedicata alle applicazioni militari.
Sì, ancor prima della nascita di Roomba iRobot sviluppava soluzioni per la difesa, come il Packbot. Negli ultimi anni però la divisione che si occupa delle applicazioni domestiche ha raddoppiato il suo giro d’affari, mettendo in secondo piano le altre attività. Oggi siamo una compagnia più integrata ma pur sempre focalizzata nella tecnologia. L’evoluzione è sempre più spinta, i sistemi di navigazione all’interno del Roomba e degli altri elettrodomestici robot sono in continuo miglioramento, possiamo dire che il focus si è spostato su un concetto più esteso di "vita indipendente".

Al di là dei prodotti, quali sono le tecnologie più promettenti sulle quali state lavorando?
Ce ne sono almeno tre: Vslam (Visual simultaneous localization and mapping) che utilizza un chip montato direttamente sulla telecamera del robot per creare una mappa nello spazio, iSpot, un sistema basato sul cloud che punta a riconoscere categorie di oggetti come ad esempio una sedia in tutte le sue molteplici varianti, e ViPRr (Visual pattern recognition) una tecnologia già presente nel mondo smartphone per individuare oggetti specifici – ad esempio una lattina di una marca particolare – e che ha molte potenzialità anche nel settore della robotica.

A proposito di smartphone. Fino ad oggi la società non ha mai creduto particolarmente nelle opportunità offerte dall'interazione con i dispositivi mobili, è ancora così?
Il discorso è legato al rapporto costi/benefici. Oggi i prezzi si stanno abbassando ed è decisamente più realistico far dialogare i due mondi. Ad ogni modo dobbiamo sempre guardare alla prospettiva dei nostri clienti: ogni innovazione deve essere funzionale all’utilizzo da parte del consumatore.

Oggi Roomba, Scooba e Braava, e domani?
Un piccolo pezzo del futuro potete già vederlo nel nostro ultimo robot, RP Vita . È la prima soluzione sviluppata per offrire assistenza medica remota negli ospedali; un robot controllabile tramite iPad e che permette al personale medico – ovunque esso si trovi - di recarsi da una stanza all’altra dell’ospedale per interagire faccia a faccia con il paziente e fare diagnosi a distanza. Dopo aver lavorato sul concetto di presenza remota per più di 12 anni, possiamo dire di avere finalmente una tecnologia utile. E che un giorno potrebbe uscire dagli ospedali per arrivare fin dentro le case.

Insomma nulla a che vedere coi robot umanoidi che continuano a imperversare nei film di fantascienza...
Ogni volta che pensiamo a un nuovo robot ci poniamo la stessa domanda: per quale motivo stiamo costruendo qualcosa di nuovo? Roomba non è stato disegnato per essere carino, volevamo che la gente lo prendesse in considerazione seriamente. Certo, molti consumatori lo trattano come fosse un familiare, dandogli persino un nome, ma questo avviene sempre in un secondo momento. La verità è che chi compra un Roomba lo fa per portarsi in casa un aspirapolvere efficiente e indipendente. E non certo un oggetto grazioso come un coniglietto.

 
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