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Roomba 980: l’aspirapolvere robot che si connette a Internet

L’ultima evoluzione del popolare disco aspiratutto di iRobot si controlla (anche) da smartphone attraverso un’applicazione. Ecco come funziona

Nel 2015 gli aspirapolvere robot non fanno più notizia. Non quanto 10 anni fa, almeno. Nell’era dei social, del cloud e dell’Internet delle cose ci vuole ben altro per impressionare il popolo dei casalinghi 2.0. Un robot connesso, ad esempio.

L’idea non è del tutto nuova, almeno per chi mastica del genere. Ma per iRobot - che è poi l’azienda che ha fatto nascere il primo androide mangiapolvere e che a tutt’oggi detiene il 70% di questo mercato - si tratta della prima assoluta su questo terreno, motivo per cui l’annuncio va preso in seria considerazione.

 

Eccolo, dunque, il nuovo Roomba 980, l’ultima tentazione per gli amanti delle pulizie senza fatiche. Un aspirapolvere intelligente, oltre che automatico, che può essere comandato da remoto (leggasi da smartphone) attraverso una semplice applicazione scaricabile su dispositivi iOS e Android.

Il vantaggio è duplice, ci spiega Colin Angle, il papà di Roomba, Da un lato c’è la possibilità di accendere, spegnere, programmare e monitorare l’aspirapolvere robot in qualsiasi momento e da qualsiasi località (anche fuori da casa) mediante uno smartphone. Dall’altro - e qui sta forse l’aspetto più interessante del prodotto - c’è la volontà di trasformare il Roomba nel punto di riferimento della casa intelligente

Il vero plus del nuovo Romba 980 non sta infatti nel modulo Wi-Fi che abilita la connessione in Rete, ma nell’innesto di due nuovi sensori (una fotocamera sulla fronte del robot e un rilevatore ottico sotto la pancia) che consentono di fatto all’aspirapolvere di “vedere” ciò che ha dinnazi e di tenerne traccia. L’obiettivo, chiariamolo a scanso di equivoci, non è tanto quello di curiosare fra le mura di casa (il robot scorge solo dei pattern, ovvero delle aree più o meno scure) ma di creare una vera e propria mappa dell'ambiente domestico.

Cosa significhi tutto questo in termini concreti lo si può solo immaginare, per il momento. Ma il CEO di iRobot ha già le idee chiare sulle opportunità potenziali: "Un robot che sa dove sono i mobili e gli oggetti di casa non è solo più efficiente ma può offrire molti servizi in più alle persone. Può ad esempio collegarsi all’antifurto di casa e disattivarlo nel momento in cui si attiva per le pulizie; oppure controllare l’illuminazione di casa, le porte e le finestre (purché anch’esse intelligenti) nel caso fossero rimaste accidentalmente aperte o accese".

Scenari futuribili ma che visto il fermento nel mondo del cosiddetto Internet delle cose potrebbero essere più vicini di quello che si pensa. Come dire che per il momento il nuovo Roomba 980 resta un aspirapolvere connesso e costoso (in Italia il cartellino è di 1199 euro), ma che presto potrebbe trasformarsi in una sorta di maggiordomo intelligente. Non male per un aggeggio che fino a qualche tempo fa aveva come unico scopo della sua esistenza ingoiare polvere dalla mattina alla sera.

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