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Nest, la recensione del termostato WiFi

Abbiamo provato il termostato intelligente lanciato nel 2010 dall’inventore dell’iPod (e oggi di proprietà di Google). Ecco le nostre impressioni

Ci si può innamorare di un termostato? Ce lo siamo chiesti anche noi, qualche giorno fa. Quando, cioé, abbiamo installato in casa Nest, il termostato intelligente creato nel 2010 da Tony Fadell (il papà dell’iPod) da qualche settimana in commercio anche Italia.

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La domanda potrà suonare provocatoria, ma non lo è. Il fatto è che mai, prima di Nest, c'eravamo imbattutti in un prodotto per controllare la temperatura di casa così curato, avveniristico, per certi versi rivoluzionario. Ecco, fatte le debite proporzioni, possiamo tranquillamente dire che Nest stia agli altri termostati come il primo iPhone stava ai vecchi telefoni cellulari. Un prodotto completamente a sé, insomma, e non solo per via del touch screen. L’impressione è che Nest voglia rompere con tutti gli schemi del passato, sul piano stilistico, certo, ma anche e soprattutto su quello delle funzionalità.

L’appellativo "intelligente", del resto, non è stato coniato a caso. L’obiettivo di Nest è in fondo quello di (provare a) cambiare le abitudini del consumatore, aiutandolo persino a risparmiare. Non solo un termostato bello, dunque, ma anche e soprattutto un prodotto utile - o, meglio - più utile del vecchio termostato.

 

Cosa c’è nella confezione
All’interno della scatola troviamo il modulo principale (il cosiddetto Nest Learning Thermostat), la placca di ancoraggio al muro, un cavo USB per la ricarica del termostato (quando viene staccato dalla sua sede, e dunque dall'alimentazione) e il cosiddetto Heat Link, il dispositivo intermedio che fa da ponte fra la caldaia il e il termostato. In pratica: il Nest Learning Thermostat "parla" con l’Heat Link, che a sua volta dialoga con la caldaia.

Questo vale sia per il controllo dei caloriferi sia per quello dell’acqua calda. Tre dei cinque connettori del dispositivo, servono infatti per controllare l’acqua sanitaria per tutte le caldaie che supportano lo standard OpenTherm.


Nest confezione

– Credits: Nest

Come si installa
Benché blandito da più parti per la sua facilità d'uso, il Nest non è quel genere di prodotto che può essere montato con qualche piccolo accorgimento fai-da-te. Intendiamoci, la procedura di collegamento alla caldaia non richiede una laurea a Harvard, ma non è nemmeno una pratica alla portata di tutti. Serve un minimo di esperienza nel campo, qualcuno che sappia dove mettere le mani. Proprio per questo, lo staff di Nest ha (saggiamente) provveduto a inserire sul suo sito Web un finder per trovare gli installatori più vicini al nostro domicilio.

Ma come si monta nello specifico il termostato? Le operazioni si possono sostanzialmente dividere in tre fasi: la prima riguarda l’installazione a parete del modulo principale (chi vuole può anche collocare il modulo su un mobile o su una scrivania attraverso l'apposito stand opzionale); la seconda prevede il collegamento dell’Heat Link alla caldaia; in ultimo c’è la configurazione finale, ovvero la procedura con la quale il Nest viene collegato al WiFi di casa e, da qui, al nostro telefono

Nest HeatLink

Ecco come si presenta Heat Link, il modulo Nest WiFi da collegare alla caldaia – Credits: Nest

La parte più critica di tutta la prassi sembra essere la seconda: l’Heat Link deve essere collegato alla caldaia (conviene accertarsi della compatibilità con quest'ultima prima di acuqistare il prodotto) e posizionato in modo che possa comunicare in modalità wireless con il termostato (fino a una distanza massima di 30 m).

Come si controlla
Terminata la fase di installazione si può procedere alla configurazione della temperatura e di tutti gli altri parametri utili per la regolazione del clima domestico.

In linea di massima, si può dire che il Nest sia controllabile in due modi: attraverso il termostato stesso o tramite l’apposita applicazione mobile scaricabile su smartphone, tablet o altro dispositivo mobile Apple o Android.

Nel primo caso si sfrutta l’ottima ghiera in alluminio del Nest Learning Thermostat - basta ruotarla in senso orario o antiorario per alzare o abbassare la temperatura di casa - e il display touch screen. Da quest'ultimo, in particolare, possiamo accedere a tutte le regolazioni più o meno fini del termostato, comprese quelle relative alla programmazione giornaliera.

L’applicazione mobile ci consente invece di accedere a tutte le impostazioni/funzioni dal Nest senza bisogno di essere davanti al termostato. È una risorsa che si rivela particolarmente utile quando siamo fuori casa (magari per abbassare la temperatura e, di conseguenza, i consumi) ma anche per avere qualche dettaglio in più sul funzionamento della nostra caldaia. Dal menu Cronologia, ad esempio, possiamo vedere il prospetto sempre aggiornato che ci mostra in quali giorni (e per quanto tempo) il riscaldamento si è accesso. 


Nest

– Credits: Nest (2017)

Come va Nest nell’uso di tutti i giorni
Configurare il Nest per la prima volta è comunque affare abbastanza semplice: si può scegliere di effettuare una normale programmazione, impostando la temperatura desiderata in base ai giorni e alle ore del giorno, oppure ricorrere al più comodo sistema ad autoapprendimento. Con questa seconda opzione, in pratica, veniamo invitati a regolare manualmente la temperatura durante il giorno - possiamo ad esempio alzare il termostato al mattino ed abbassarlo quando andiamo a prima di uscire di casa per andare a lavoro - cosicché Nest comprenda le nostre abitudini. Dopo circa una settimana di apprendimento, Nest sarà pronto a replicare i nostri comandi senza più bisogno di alcun intervento manuale. A display potremo vedere qual è temperatura in quel dato momento, quale quella impostata ed eventualmente quanto tempo occorre per raggiungerla.

Se la configurazione di base ci permette di regolare la temperatura dei caloriferi non altrettanto si può dire per quella dell’acqua calda. Nest si limita infatti a effettuare una “chiamata” alla caldaia (peraltro non sempre tempestiva) ogni qual volta apriamo il rubinetto dell’acqua, ma non offre alcuna possibilità di regolazione fine sulla temperatura della stessa.


Nest

– Credits: Nest (2017)

Quanto si può risparmiare
Oltre alla temperatura casalinga (reale e richiesta), il display del Nest ci mostra anche la temperatura esterna e le previsioni meteo; la comparsa di una fogliolina verde, inoltre, ci fa sapere che le nostre scelte climatiche sono energeticamente favorevoli rispetto alla temperatura esterna.

La funzione più interessante è però quelle che va sotto il nome di A casa/Fuori casa, una feature che permette di abbassare il riscaldamento quando non siamo fra le mura domestica; il tutto, e qui sta la vera notizia, in modo completamente automatico. Nest, infatti, sa sempre dove siamo (ricava i dati di posizione attraverso il Gps del nostro telefono) e - grazie a un sensore di prossimità integrato sullo schermo - capisce se c’è qualcuno in casa (ad esempio un familiare), in modo da evitare falsi positivi.

I dati a nostra disposizione non sono ancora sufficienti per permetterci di esprimere un giudizio quantitativo sul risparmio effettivo che si può ottenere con un utilizzo regolare di questa funzione (torneremo sull’argomento all’inizio dell’autunno quando le temperature cominceranno a scendere). Per il momento ci limitiamo a riportare il dato della casa. Che parla di un "taglio medio dei condumi pari al 10-12% dei costi di riscaldamento". Il che si traduce in un risparmio in bolletta di un centinaio di euro all’anno.


Nest

– Credits: Nest

Conclusioni
Bello, utile, facile da usare. E a un prezzo che - se si esclude l’intervento dell’installatore - si mantiene su standard accettabili: 249 euro, Iva inclusa, saranno pure tanti soldi, ma rispetto alla media dei termostati classici il cartellino resta comunque nei limiti del tollerabile, tenuto conto della qualità del prodotto e della possibilità di risparmio garantite dall'uso regolare della funzione In casa/Fuori casa.

Ci sono, è indubbio, degli aspetti migliorabili - non c’è modo di regolare la temperatura dell’acqua calda, ad esempio, e pesa, rispetto ad alcuni concorrenti di fascia alta, la mancanza di un sistema di termovalvole per il controllo della temperatura in ogni stanza. Ma si tratta comunque di difetti di gioventù che potranno essere serenamente corretti con le prossime versioni del prodotto (se non addirittura con un aggiornamento del software interno). Quel che conta è la bontà dell'idea e del prodotto che ne é scaturito, due aspetti su cui c'è davvero poco da obiettare.

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