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Dodici elettrodomestici per cucinare come uno chef

Forni e frigoriferi con schermi touch, robot e tostapane interattivi, abbattitori ed estrattori. I migliori prodotti professionali per uso domestico

Si sono fatti largo masticando bocconi di terrore, distribuendoli a raffica tra «Hell’s Kitchen», «MasterChef» e altre cucine da incubo televisive. Però, mentre strapazzavano generazioni di concorrenti, i grandi chef hanno incoraggiato la tentazione di imitarli, accresciuto il desiderio dei cuochi amatoriali di conoscerli meglio per avvicinarsi alle loro abilità stellate. Per riprodurre negli spazi casalinghi, lontano da eliminazioni, umiliazioni e riflettori, il piatto prelibato, la giusta deferenza verso gli ingredienti, i metodi per preservarne sapore, consistenza e valori nutrizionali.

 

In sintesi, dai reality show dedicati a cibo e dintorni ha iniziato a prosperare una tendenza che è diventata un mercato. Un catalogo di dispositivi identici a quelli presenti dietro le quinte dei ristoranti di livello, che mescolano semplicità d’uso, un design elegante e qualche scorciatoia tecnologica per una resa elevata con sforzi tuttavia non proibitivi.

È così che l’abbattitore, la macchina per il sottovuoto, il piano a induzione con la cappa incorporata, da concetti oscuri, impasti di termini ignoti, hanno raggiunto il rango dei desideri. Delle proposte per un pubblico vasto se non già di massa, come dimostrano gli esempi in queste pagine.

Gli chef stessi, va detto, hanno sdoganato e cavalcato il fenomeno accettando di essere i testimonial della democratizzazione degli utensili professionali: da Bruno Barbieri che ha prestato il volto a Franke al binomio tra Carlo Cracco e Scavolini. E se brand come Electrolux tengono a far sapere che nel 50 per cento dei ristoranti stellati Michelin in Europa si usano i loro elettrodomestici, le cappe della Faber (foto sotto) lanciano soluzioni evolute per eliminare la condensa, andando incontro tanto ai cuochi ossessionati dalle condizioni ottimali in cucina, quanto alle casalinghe che mal sopportano fumi e scorie del loro estro ai fornelli.

Faber-Luft

La cappa Luft – Credits: Faber

Effetto collaterale di quest’ondata è che non esistono zone franche, angoli per la nostalgia, oggetti risparmiati dalla rivoluzione hi-tech: il vecchio microonde ora fermenta lo yogurt, il preistorico frigorifero sfreccia indisturbato su internet, la pentola fa a meno del tepore del gas, il tostapane scalda petulanti promemoria, mentre l’evoluzione della specie forno monta una telecamera integrata per monitorare la cottura degli alimenti da telefonino e tablet senza aprirlo e disperdere il calore. Si chiama «Watch&Touch», lo produce la Candy, arriva in questi giorni in Italia e si controlla da uno schermo tattile da 19 pollici posto sul suo sportello. Ha 70 programmi per trovare le combinazioni ottimali di tempo, temperatura e tipo di preparazione per il proprio piatto preferito, inoltre trasmette sul display utili video-ricette per lanciarsi a sperimentare gustose alternative. Un po’ come andare a lezione da un grande chef senza muoversi da casa e senza subire rimbrotti, insulti, reazioni bollite ad hoc per i clienti del piccolo schermo.

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