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Amazon Echo, un assistente virtuale per la tua casa

Echo è in grado di ricevere istruzioni anche a metri di distanza. Ecco perché questa Siri casalinga che potrebbe fare la fortuna di Amazon

Negli ultimi anni un po’ tutti stanno cercando di entrarti in casa. E con quel “un po’ tutti” non intendo malviventi o stalker, parlo dei colossi del web. Ci sta provando Apple (prima o poi la presenteranno, quella TV), ci sta provando Google (cominciando con i termostati), ora è arrivato il turno di Amazon, che in queste ore ha annunciato al mondo il suo prodotto più inatteso: Amazon Echo.

Per metterla giù breve: Amazon Echo è uno speaker con dentro un’intelligenza artificiale. Ha la forma di un cilindro nero alto una spanna, è dotato di diffusori che consentono di riprodurre materiale audio a 360 gradi. L’intelligenza artificiale si chiama Alexa ed è la risposta di Jeff Bezos a Siri. A differenza di Siri, però, per parlare con Alexa non sei obbligato a tenere uno smartphone o un tablet a pochi centimetri dal naso, lo puoi fare (almeno così promette Amazon) da qualsiasi punto della stanza. Le puoi porre domande sul meteo, le puoi chiedere di fare una ricerca web, puoi ordinarle di riprodurre file audio dalla tua libreria Amazon e, naturalmente, le puoi chiedere informazioni su come ordinare un determinato prodotto.

L’idea di dotare le case di intelligenze artificiali con le orecchie costantemente tese non è certo nuova, è nell’immaginario collettivo da decine di anni, se non altro da quando Stanley Kubrick ha introdotto HAL9000 nella sua Odissea. Fino ad oggi, però, il mercato degli assistenti virtuali si era concentrato sui dispositivi mobile, e nessuno tra i grandi colossi aveva ancora estratto dal cappello una soluzione del genere.

La caratteristica più decisiva di Echo è il fatto di poterlo utilizzare anche a distanza. Mettiamo che tu stia cercando di cucinare una torta nel tuo open space e il cilindro magico di Amazon sia dall’altra parte della stanza: per sapere quali ingredienti usare, e come, basterà invocare il nome “Alexa” e chiedere. Basta pensarci un po’ per capire che sono tante le volte in cui si avrebbe bisogno di un’informazione, di prendere nota di qualcosa, di sbrigare una faccenda, ma non si può perché si è impegnati in altro. Con Echo è verosimilmente possibile settare un promemoria, aggiungere elementi alla propria lista della spesa, ricordare il nome di un film che si vuole vedere e rispolverare gli impegni settimanali, senza nemmeno doversi alzare dal letto.

Che Echo possa rivelarsi utile (sebbene costi, per ora, 199 dollari) è piuttosto evidente, quello che forse non è del tutto chiaro è quale sia la strategia a lungo termine di Amazon. Ipotizzare che Alexa possa essere un guanto di sfida a Siri o a Google è piuttosto dubbio, Amazon non ha mai dimostrato autentiche ambizioni in questo senso; la cosa più probabile è che le funzionalità di Echo servano a Jeff Bezos per entrarti in casa, piazzarti un orecchio costantemente drizzato a un angolo del salotto e darti indirettamente la possibilità di ordinare qualunque prodotto da Amazon senza nemmeno bisogno di un click.

La funzionalità “Compra ora con 1-click” si è rivelata un successo: la possibilità di farsi arrivare in pochi giorni un prodotto direttamente a casa, a costi competitivi, ha sedotto migliaia di utenti, facendo leva sulla loro inclinazione a svuotarsi il portafogli. Con Echo questo sistema farebbe un ulteriore salto di qualità, e il rischio di ritrovarsi a ordinare prodotti in modo compulsivo sarebbe ancora più alto.

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