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Caro studente, il tuo prossimo compagno di scuola sarà un robot

Un robot giapponese ha superato la media dei test di ammissione all’Università di Tokyo. Ed è solo l'inizio

Anno 2036, i nostri bambini nelle foto di gruppo abbracceranno compagni robot e non più “solo” esseri umani. Fantascienza? Non proprio visto che l’Università di Tokyo ha già visto un robot, in realtà un computer, ottenere buone possibilità di essere ammesso tra gli allievi. Tutto grazie agli ingegneri del Today Robot Projects che hanno sviluppato un sistema di Intelligenza Artificiale in grado di competere con gli studenti in carne e ossa.

Sapienza limitata

Facile, direte voi, visto che un computer può contenere tutto il sapere del mondo e attingere a questo per rispondere ai quesiti. Vero, se si tratta di domande lineari, che non richiedono cioè dei collegamenti mentali per giungere alla soluzione. Un esempio? Un robot, dotato di AI, può benissimo dar seguito a un problema di matematica oppure vincere una partita a scacchi. Difficilmente però riuscirà a rispondere a domande del tipo: “Un agricoltore riesce a cogliere 100 mele al giorno, quante mele avrà raccolto in una settimana recandosi al campo nei giorni dispari?”. Una frase del genere, non contenendo indicazioni chiare e concrete sui dati da manipolare e in assenza di una formula matematica ben precisa, metterebbe in difficoltà qualsiasi sistema informatico, non in grado di risolvere un problema che richiede conoscenze semantiche (di linguaggio) e non solo numeriche.

Oltre le aspettative

Per questo il lavoro svolto dal team del Today Robot Projects è fondamentale per lo sviluppo di un’Intelligenza Artificiale che sia davvero intelligente e non solo costruita a tavolino. Solo in questo modo il robot è riuscito a rispondere a domande di matematica, inglese, storia e fisica. In più, i ricercatori nipponici hanno bruciato le tappe, di almeno cinque anni. Le prove precedenti, nel 2013 e 2014, non avevano restituito i risultati aspettati, tanto da far dichiarare ai fautori che non si sarebbe visto un automa giungere al punteggio di ammissione prima del 2021. A novembre del 2015 è invece arrivata la svolta: i ragazzi che provavano ad entrare all’Università di Tokyo, con test tra i più difficili al mondo, hanno una media di 416 punti su un totale di 950; Todai Robot Projects due mesi fa è arrivato a 511, ottenendo l’80% di possibilità di essere ammesso alle facoltà del prestigioso polo universitario.

 

Le paure degli scienziati

Le notizie che arrivano dal Giappone sono state accolte in maniera diversa dalla comunità scientifica internazionale. Da una parte ci sono i fautori dell’innovazione sempre e comunque, dall’altra invece fa sentire la voce di chi pensa che prima o poi finiremo tutti tra le grinfie di novelli Terminator, costruiti dalle loro stesse vittime. La pensano così i membri del Bulletin of the Atomic Scientists, un gruppo di esperti convinti che manchino solo “3 minuti alla mezzanotte del Giorno del Giudizio”, un termine ipotetico che sta ad indicare un punto di non ritorno per la razza umana, quando si sveglierà accorgendosi di aver dato troppo alle creature meccaniche intelligenti, tanto da divenirne soggetta e schiava. Sulla stessa falsariga c’è il ben più credibile Stephen Hawking che solo qualche giorno fa ha spiegato: “Non dico che dobbiamo smettere di fare progressi o invertire la rotta, ma c’è la necessità di riconoscere i pericoli e capire come controllarli. Sono ottimista, penso che possiamo farcela”. Del resto abbiamo ancora 3 minuti.

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