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La cabina di pilotaggio del futuro? Senza finestrini e nella stiva dell'aereo

Airbus deposita un brevetto che sposta la posizione del pilota e lo circonda di schermi e proiettori olografici

– Credits: Jaromír Chalabala @Flickr

Come su un’automobile, una nave, un treno o un elicottero, anche su un aereo lo spazio riservato al pilota è nel punto in cui sembra più logico trovarlo: più in avanti possibile, o comunque in una posizione tale da consentirgli di guardare cosa sta succedendo sul davanti e sui lati del velivolo. E però, dal punto costruttivo, a quanto pare questa non è la soluzione migliore: inserire un vetro ampio e curvo con precise e severe caratteristiche tecniche imposte dalle autorità aeronautiche, assieme agli ingranaggi per l’atterraggio e al radar ospitato nel naso dell’aeroplano, occupa molto spazio e fa perdere parecchia aerodinamicità.

È per questo motivo che Airbus, tra i principali produttori mondiali dei bestioni del cielo, a fine 2013 ha depositato un brevetto diffuso solo pochi giorni fa in cui spezza questa consuetudine. Non solo elimina ogni superficie trasparente dalla cabina di pilotaggio, ma la fa traslocare completamente dalla punta dell’aereo, localizzandola nella parte posteriore o, in alternativa, come si vede nell’immagine qui sotto estratta dal documento ufficiale, nella stiva.

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Alla domanda, lecita, di come il pilota possa vedere dove sta andando la macchina, c’è una risposta ovviamente tecnologica. È circondato da un enorme schermo curvo, o da più display affiancati tra loro, che trasmettono ad alta definizione, in tempo reale, tutto ciò che succede all’esterno. Su ogni angolo, pancia e retro incluso. Con una prospettiva più ampia di quanto l’occhio umano riuscirebbe mai a cogliere. Non solo: grazie all’utilizzo di proiettori olografici, una serie di informazioni sul tempo, la densità delle nuvole, le perturbazioni, possono letteralmente saltare fuori dalla strumentazione ed essere costantemente consultabili in maniera intuitiva.

Non c’è una data che indica quando questo restyling della cabina, visibile nel disegno poco sotto, potrebbe prendere quota, ma il deposito del brevetto lascia intendere che non sia solo una fantasia di qualche ingegnere particolarmente estroso. Certo, è ovvio che si affiderà ai chip e agli occhi elettronici un’altra porzione del già risicatissimo spazio lasciato all’intervento umano a bordo e, fatalmente, in caso di guasto delle telecamere esterne e del radar, verrebbe meno in partenza la possibilità (estrema) di pilotare a vista.

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Il punto vero, non nascosto anzi scritto chiaramente nel brevetto, è che il design attuale in parte sacrifica, riducendolo, lo spazio e il comfort della cabina passeggeri, «limitando i profitti delle compagnie». Spostando il pilota nelle retrovie o incastrandolo da qualche parte nella stiva, non in mezzo ai bagagli ma quasi, si potrebbero aumentare i sedili. E non sedili qualunque, ma verosimilmente postazioni di business e first class, il vero ossigeno, le miniere d'oro del trasporto in quota. Per far quadrare i conti, d'altronde, da sempre, ci s'inventa di tutto.    

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